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Cinque sentenze favorevoli su cinque giudizi promossi dai lavoratori. Prosegue così la battaglia legale degli ex redattori del quotidiano Trentino contro Sie Spa, società editoriale controllata dal gruppo Athesia. L’ultimo pronunciamento arriva dalla Corte d’Appello di Trento, che ha rigettato il ricorso presentato dall’azienda in merito alle spettanze di fine rapporto reclamate dai lavoratori dopo la chiusura del giornale, avvenuta improvvisamente il 15 gennaio 2021.
Un fronte legale compatto
A rendere noti i nuovi sviluppi è il Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige Südtirol, che sottolinea l'importanza di questo passaggio in una vertenza aperta ormai da cinque anni. La controversia, che coinvolge undici cronisti, è stata suddivisa per ragioni procedurali in tre tronconi: finora la magistratura del lavoro ha emesso tre sentenze favorevoli in primo grado e due in appello. Un quadro che rafforza sensibilmente la posizione degli ex dipendenti, nonostante la società editrice abbia già manifestato l'intenzione di ricorrere in Cassazione.
Il nodo dei contributi pubblici
La vicenda, tuttavia, trascende il piano puramente giudiziario per intrecciarsi con una questione di rilevanza pubblica: la gestione dei finanziamenti statali all’editoria. Tra il 2018 e il 2024, il gruppo legato ad Athesia ha beneficiato complessivamente di oltre 43 milioni di euro di fondi pubblici. Se la legittimità di tali erogazioni non è in discussione, essendo previste dalle norme a sostegno del pluralismo informativo, il caso solleva un interrogativo etico sul rapporto tra sostegno pubblico e responsabilità sociale d’impresa.
Mentre l'azienda prosegue il contenzioso in ogni sede, le spettanze riconosciute fin qui dai tribunali agli undici ex dipendenti ammontano a poco più di 500.000 euro. Una cifra che rappresenta appena l'1,16% dei fondi pubblici percepiti dal gruppo negli ultimi sette anni.
Il paradosso è evidente: il costo dei contenziosi legali per il mancato riconoscimento dei diritti dei lavoratori viene sostenuto, di fatto, da una realtà imprenditoriale ampiamente finanziata dai cittadini italiani. Il tema politico è centrale: riguarda il livello di vigilanza sul rispetto dei diritti del lavoro per quelle aziende che operano grazie a ingenti risorse pubbliche, specialmente quando — come nel caso del gruppo guidato da Michl Ebner — non sussistono stati di crisi economica tali da giustificare il sacrificio dei diritti dei dipendenti.























