In Italia è sempre più grave l’allarme casa: oltre 10.000 persone sono senza fissa dimora. Si tratta di uomini e donne censite in 14 città italiane: Roma è al primo posto con 2.621 persone, a seguire gli altri grandi centri. È il quadro drammatico fornito oggi dall’Istat.

Emergenza invisibile ma grave

I dati diffusi dall’Istituto restituiscono un quadro allarmante della condizione delle persone senza fissa dimora nel Paese. La rilevazione è stata effettuata nella notte del 26 gennaio tra le persone con almeno 18 anni d’età. Nello specifico, nelle 14 principali città metropolitane italiane, sono stati censiti 10.037 individui adulti privi di una casa.

Un numero che, rappresentando lo 0,11% della popolazione residente nei territori osservati, evidenzia una realtà drammatica e spesso sottovalutata, fatta di marginalità, fragilità sociale e solitudine estrema.

Quasi 4.500 persone in strada o edifici abbandonati

Sempre secondo l’Istat, più della metà delle persone censite, pari a 5.563 individui (il 55,4%), ha trovato riparo in strutture di accoglienza notturna. Tuttavia, ben 4.474 persone sono state rilevate direttamente in strada o in sistemazioni di fortuna, come edifici abbandonati o spazi pubblici. Questo numero sottolinea con chiarezza il sistema di assistenza, pur presente, non sia sufficiente a intercettare e proteggere tutti coloro che vivono in queste condizioni.

Le grandi città al primo posto

Il fenomeno appare particolarmente elevato nei grandi centri urbani. A Roma si registra il numero più elevato di persone senza dimora: 2.621, di cui 1.299 vivono per strada. Seguono Milano con 1.641 individui (601 in strada), Torino con 1.036 (372 in strada) e Napoli con 1.029 (566 in strada). All’estremo opposto si colloca Reggio Calabria, con appena 31 persone censite, seguita da Messina (129) e Catania (218). I numeri più contenuti, fa notare l’Istat, non devono comunque far pensare a un problema minore.

Le donne senza fissa dimora

Un aspetto particolarmente delicato riguarda la presenza femminile: le donne rappresentano il 21,4% tra coloro che si trovano nelle strutture (1.189 persone). Più bassa la presenza tra chi vive in strada, dove costituiscono il 12% dei casi. Una minoranza che spesso vive condizioni di vulnerabilità ancora più accentuate, come emerge dall’Istituto, esposta a rischi maggiori e con possibilità ancora minori di accesso ai servizi.

Il peso della fascia adulta

L’analisi per età evidenzia come la fascia più colpita sia quella tra i 31 e i 60 anni, che rappresenta il 61,3% degli ospiti nelle strutture (3.413 persone) e addirittura il 73,2% tra chi vive in strada. I giovani tra i 18 e i 30 anni sono il 15,3% (851 individui), mentre gli over 60 costituiscono il 23,4% (1.299 persone) tra gli accolti.

Tra chi dorme all’aperto, la quota degli anziani si attesta al 10,6% dei casi con età rilevata. Insomma, si riscontra una marginalità diffusa soprattutto tra gli adulti in età lavorativa, spesso vittime di perdita del lavoro, fragilità economica o rottura dei legami familiari.

Una realtà molto più ampia dei numeri

Sulla rilevazione va detta una cosa fondamentale: lo stesso Istat specifica come questi numeri non possano rappresentare l’intero fenomeno. La ricerca si limita a 14 città, inoltre tra le persone senza dimora vi sono infatti anche individui non iscritti all’anagrafe o residenti in altri Comuni rispetto a quelli in cui si trovano.

Ciò significa che la dimensione reale dell’allarme è ancora più ampia e difficile da quantificare con precisione. C’è però una certezza: siamo davanti a un’emergenza sociale che chiede risposte al più presto possibile.