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La procedura di licenziamento collettivo avviata da Bayer per 49 dipendenti della sede di Milano si chiude con un accordo che ne riduce in modo significativo l’impatto occupazionale. Dopo tre giornate di trattativa nella sede di Assolombarda, l'azienda ha firmato un’intesa con Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil che taglia gli esuberi di oltre il 40 per cento e introduce misure di ricollocazione e sostegno al reddito per i lavoratori coinvolti.
L’accordo: meno esuberi e più tutele
L’intesa consente il recupero immediato di 18 posizioni lavorative. Quattordici lavoratori saranno ricollocati nella nuova linea cardio-renale della divisione Pharma, mentre due troveranno collocazione in altre aree aziendali. Altri due rapporti di lavoro si sono chiusi su base volontaria entro la fine del 2025.
“Per chi possiede i requisiti – spiega Carmelo Razzano della Filctem Cgil Milano – è previsto inoltre l’accompagnamento alla pensione, con un sistema di monitoraggio condiviso per valutare ulteriori ricollocazioni nei prossimi mesi”.
“Per i lavoratori che sceglieranno l’uscita – sottolinea Razzano – è stato definito un pacchetto economico rilevante, che per i profili senior supera i cinque anni di retribuzione. L’accordo garantisce anche la copertura dell’assicurazione sanitaria Faschim per tutta la durata della Naspi e dodici mesi di servizio di ricollocazione professionale”.
La ristrutturazione di Bayer
Negli ultimi anni, in Germania, Bayer ha avviato un piano di riduzione dei costi con oltre 11.000 tagli globali, effetto dell’acquisizione fallimentare di Monsanto e delle cause legali sul glifosato.
In Italia il gruppo ha dimezzato l’organico, passando da circa 1.300 dipendenti agli attuali 620, sempre attraverso strumenti negoziali e incentivi all’uscita. La procedura di licenziamento collettivo rappresentava però una rottura netta con il passato, contestata duramente dalle organizzazioni sindacali.
Alla base della scelta aziendale c’è la soppressione della linea cardiovascolare, dovuta principalmente alla scadenza del brevetto del farmaco Xarelto. L'ingresso di farmaci generici ha ridotto la sostenibilità economica e la centralità del prodotto, spingendo l'azienda a una riorganizzazione. Una decisione che ha aperto interrogativi più ampi sulle strategie industriali del gruppo nel nostro Paese.
Lo sciopero e il ruolo del sindacato
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil avevano risposto alla procedura con tre assemblee a dicembre e con uno sciopero di 24 ore accompagnato da un presidio davanti ad Assolombarda. Una mobilitazione che ha contribuito a riaprire il confronto e a spingere l’azienda verso una soluzione meno traumatica.
Resta alta l’attenzione delle organizzazioni sindacali sull’evoluzione delle strategie industriali di Bayer in Italia. Il confronto proseguirà anche nei prossimi mesi, alla luce del trasferimento della sede italiana dallo storico immobile di proprietà in viale Certosa ai nuovi uffici del Mind – Milano Innovation District. Un passaggio che segna l’uscita dall’attuale sede, oggetto di vendita, e l’ingresso in una struttura in affitto, all’interno del nuovo polo milanese dedicato a ricerca e innovazione.























