Firmato in Municipio a Parma il Protocollo d’intesa in materia di legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale tra Comune e sindacati. Si tratta di un importante aggiornamento del precedente Protocollo sottoscritto nel dicembre 2015, che nasce dalla volontà condivisa di rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo in un contesto normativo, economico e sociale profondamente mutato. La nuova intesa – firmata dal sindaco Michele Guerra e da Paola Bergonzi (Cgil), Angela Calò (Cisl) e Mariolina Tarasconi (Uil) – conferma l’impianto valoriale e gli obiettivi del documento originario, adeguandoli alle più recenti evoluzioni legislative e alle nuove sfide poste dal contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nei circuiti economici e produttivi.

Un patto per la legalità, la qualità del lavoro e lo sviluppo del territorio

Il Protocollo si fonda sulla convinzione condivisa che gli appalti e le concessioni pubbliche debbano rappresentare leve strategiche per promuovere legalità, coesione sociale, tutela del lavoro e sviluppo sostenibile del territorio. È confermata la necessità di un confronto costante e strutturato per qualificare il sistema degli affidamenti pubblici, valorizzando la qualità delle prestazioni, la trasparenza delle procedure, la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, il contrasto a fenomeni quali il lavoro povero, l’irregolarità contributiva e le forme di dumping contrattuale. Tra gli obiettivi principali dell’intesa vi sono la piena applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la valorizzazione della clausola sociale nei cambi di gestione, il sostegno alla qualità tecnica delle opere e dei servizi, la riduzione dell’impatto ambientale e la promozione di modelli imprenditoriali orientati alla responsabilità sociale e alla legalità.

I contenuti

Particolare attenzione è dedicata alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi, attraverso l’espletamento dei relativi controlli, la promozione della trasparenza e la diffusione di strumenti premianti per le imprese che adottano elevati standard etici, organizzativi e di sostenibilità. Verranno programmati incontri periodici tra Amministrazione e organizzazioni sindacali per monitorare gli affidamenti ed eventuali criticità.

Viene inoltre confermato il principio della non “ribassabilità” dei costi della manodopera e della sicurezza aziendali, che dovranno essere indicati separatamente nell’offerta economica. L’amministrazione privilegerà l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valorizzando la qualità tecnica, l’innovazione, la sostenibilità ambientale e sociale e la tutela dell’occupazione rispetto alla sola componente economica.

L’intesa punta anche a contenere il ricorso al subappalto e a limitare fortemente quello a cascata, considerato un fattore di rischio sotto il profilo della sicurezza, della regolarità contributiva e della trasparenza.

Grande rilievo assume il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Protocollo prevede infatti il rafforzamento della formazione obbligatoria, il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, l’attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio nei cantieri più rilevanti e l’adozione della “Stop Work Authority”, principio che riconosce a ogni lavoratore il diritto di interrompere un’attività ritenuta non sicura, senza conseguenze o penalizzazioni.

Sul fronte della trasparenza e della legalità, infine, viene assicurata l’applicazione delle verifiche antimafia previste dalla normativa, cosi come i controlli sulla congruità della manodopera, l’utilizzo di strumenti di tracciabilità nei cantieri e specifiche clausole risolutive nei confronti delle imprese che non rispettino gli obblighi retributivi, contributivi o di sicurezza.

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La soddisfazione delle parti 

Per il sindaco Guerra, “ciò che ha ispirato questo protocollo è la volontà di fare degli appalti pubblici un ambito in cui si possa garantire non soltanto la legalità, ma anche l'equità delle condizioni di lavoro. È importante che l'esempio venga proprio dalle pubbliche amministrazioni che, insieme ai sindacati, andranno a costruire anche dei momenti di incontro regolari. Questo – aggiunge Guerra – consentirà di mantenere un confronto costante sui temi di politica del lavoro che non rientrano direttamente nelle competenze dei Comuni, ma sui quali possiamo fare tanto proprio grazie anche allo strumento dell'appalto pubblico. Siamo contenti di poter rinnovare, dopo tutti questi anni, il protocollo sapendo che rimarrà uno strumento duttile e che, in base alle condizioni che ci troveremo ad affrontare, potrà essere modificato e migliorato attraverso il confronto costante con i sindacati”.

Soddisfatte anche le organizzazioni sindacali: “È un percorso condiviso che ha avuto l'obiettivo comune di dare continuità al precedente Protocollo del 2015, il cui rinnovo era stato bloccato dal Covid. Inoltre si è rivelato necessario un adeguamento alle modifiche apportate dalla recente legislazione in materia di appalti pubblici. L’aspetto per noi più sfidante e qualificante è l’introduzione della programmazione di incontri periodici, sia nelle fasi preventive alla predisposizione dei bandi sia durante l’esecuzione dell'appalto. Positivo è anche il coinvolgimento, esplicitato con la sottoscrizione del Protocollo da parte degli organismi partecipati del Comune, ad ulteriore testimonianza della centralità che il tema appalti ricopre”.

L'obiettivo comune è stato quello di lavorare insieme per garantire l'esecuzione di appalti nei quali ai lavoratori e alle lavoratrici siano applicati i contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a difesa del salario, della salute e della sicurezza, della buona occupazione e a contrasto delle irregolarità, precarietà ed abuso del subappalto.

Il Protocollo, di validità triennale, si propone dunque come uno strumento avanzato di governance degli appalti pubblici, “capace di coniugare efficienza amministrativa, tutela del lavoro, sicurezza, legalità e sviluppo economico sostenibile, rafforzando il ruolo degli affidamenti pubblici quali strumenti di crescita e coesione per l’intera comunità”, concludono le tre sigle.