Il ramo Ricerca e Sviluppo di Inovyn Produzione Italia passerà a Inovyn Italia. La procedura sindacale per il trasferimento è stata avviata l’8 settembre e riguarda le attività di ricerca nel settore cloro-soda, il laboratorio metallografico, i beni materiali e immateriali, le licenze e il patrimonio di conoscenze del centro di Rosignano Solvay, in provincia di Livorno. Nel passaggio sono coinvolti undici lavoratori con professionalità scientifiche, tecniche e ingegneristiche.

Il trasferimento, secondo quanto comunicato dall’azienda nell’incontro con le organizzazioni sindacali, avverrà senza interruzione dei rapporti di lavoro. Non sono quindi previste dimissioni né nuove assunzioni. Per le lavoratrici e i lavoratori resteranno invariati il contratto nazionale chimico, l’anzianità, l’inquadramento, le mansioni, la sede di lavoro e la retribuzione, compresi i superminimi. Confermati anche previdenza complementare, welfare aziendale e gli accordi sottoscritti nel tempo.

Tra le garanzie rientra anche il mantenimento della Cias, la cassa sanitaria aziendale. Un passaggio che per la Filctem Cgil è rilevante perché il cambio societario non deve comportare la perdita o la riduzione delle condizioni conquistate attraverso la contrattazione.

La ricerca come parte della strategia industriale

Il punto, però, non riguarda soltanto le condizioni del trasferimento. Per il sindacato il mantenimento del centro di ricerca a Rosignano può avere un peso nella prospettiva industriale del sito. Le competenze scientifiche, tecniche e ingegneristiche presenti e la possibilità di ampliare spazi e attività rendono infatti la ricerca una delle leve su cui costruire il futuro dello stabilimento. Il fatto che il gruppo Ineos consideri Rosignano un riferimento per la ricerca viene indicato dalla Filctem come un elemento da preservare e sviluppare.

“Per questo auspichiamo che la Regione Toscana, proseguendo nell’attenzione già dimostrata, partecipi al percorso di crescita della ricerca di Rosignano”, afferma Stefano Santini, segretario generale della Filctem Cgil Livorno. “Anche il Governo deve fare la propria parte, mettendo a disposizione risorse e strumenti capaci di sostenere programmi di ricerca stabili e di lunga durata”.

Tra i progetti richiamati dal sindacato c’è anche quello sull’utilizzo dell’idrogeno nel processo produttivo. L’obiettivo è intervenire sul costo dell’energia e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale delle produzioni.

I tempi legati alla decisione dell’Antitrust

Il calendario del trasferimento non è ancora definitivo. L’operazione è infatti collegata al pronunciamento dell’Antitrust sulla cessione della parte produttiva a Esseco. Se non emergeranno condizioni ostative, il passaggio della Ricerca e Sviluppo potrebbe essere completato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. In caso contrario, la tempistica potrebbe slittare.

Per la Filctem, dunque, la tutela degli undici lavoratori è solo uno degli elementi della partita. L’altra questione è capire quale ruolo potrà avere la ricerca nello sviluppo del sito: non soltanto conservare le attività esistenti, ma utilizzare competenze e innovazione per consolidare le produzioni e creare nuove occasioni di occupazione qualificata.

Il sindacato continuerà a seguire la procedura di trasferimento, chiedendo che gli impegni assunti vengano rispettati e che il passaggio societario non incida su occupazione, salario e diritti.