Non si ferma la mobilitazione degli ex lavoratori Almaviva di Palermo. A nove mesi dal licenziamento che ha sconvolto la vita di 387 famiglie, la protesta si riaccende. Il 9 aprile i lavoratori si sono riuniti in un sit-in davanti alla sede dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) in piazza del Parlamento. "La luce in fondo al tunnel è sempre più fioca" dicono i rappresentanti dei lavoratori di Slc Cgil, Fistel Gisl, Uil Fpc e Ugl Telecomunicazioni. Due nuovi presidi sono in calendario per martedì 14 e mercoledì 15 aprile. 
L'obiettivo resta, per i sindacati, l’approvazione immediata dell’emendamento che vincola il ”bacino Almaviva” al progetto del numero unico 116117. Ma ieri, l'ennesima fumata nera:  l'assenza in aula dell'assessore alla Salute, Daniela Faraoni, ha portato al rinvio della discussione alla prossima settimana, alimentando l'esasperazione dei presenti.
“Il progetto 116117 è stato individuato come pilastro fondamentale per il riassorbimento del personale – ricordano le organizzazioni sindacali – ma rischia di svuotarsi di significato senza una copertura legislativa certa. L’emendamento in discussione Ars è l'unico strumento in grado di rendere imprescindibile il legame tra gli ex lavoratori Almaviva e il servizio”. 

Alla salvaguardia occupazionale si aggiungerebbe, inoltire, un aspetto di utilità collettiva, come sottolineano le organizzazioni: la dematerializzazione documentale, un piano strategico per la Pubblica Amministrazione siciliana, che darebbe immediato respiro a decine di professionisti qualificati, ma che resta paradossalmente impantanato nelle maglie della burocrazia regionale.
“Nonostante i numerosi tavoli tecnici e le rassicurazioni “di facciata” degli ultimi mesi – concludono –  la realtà odierna parla di incertezza assoluta.  Il rinvio della seduta odierna rappresenta l'ennesima doccia fredda per lavoratori che non hanno più tempo. Siamo stanchi di promesse che non si trasformano in fatti. Chiediamo un cronoprogramma certo per la firma dei contratti e l'avvio delle attività. La nostra non è più solo una battaglia per il lavoro, è una battaglia per la dignità”. 

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