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Dare un futuro allo stabilimento e tutelare occupazione e salario. Questi gli obiettivi di Cgil e Fiom Roma e Lazio, assieme a Cgil e Fiom Frosinone Latina, per l’impianto Stellantis di Cassino. Mercoledì 8 i sindacati hanno incontrato la Regione Lazio sulla vertenza che riguarda sia i lavoratori dell’ex Fiat sia quelli di indotto e appalti, chiedendo un “intervento autorevole nei confronti della multinazionale”, alla luce del grande sciopero e della manifestazione del 20 marzo.
“A maggio sarà presentato il nuovo piano aziendale, nel quale rischia di non esserci più Cassino, perché da mesi si susseguono scelte che mettono in discussione il futuro dello stabilimento”, spiegano i sindacati: “Uno scenario che va contrastato senza tentennamenti, perché è a rischio la tenuta sociale ed economica di un’ampia parte del territorio regionale”.
Cgil e Fiom territoriali chiedono quindi alla Regione Lazio di “sollecitare il governo a dare risposte sull’automotive e sulle politiche industriali, aprendo un tavolo con Stellantis, richiamando l’azienda alle proprie responsabilità e chiedendo impegni concreti sul rilancio dello stabilimento, valorizzando le grandi competenze e professionalità che hanno garantito anni di produzione di alto livello”.
I numeri preoccupano molto. Gli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell’impianto, che scadono il 27 aprile, dovrebbero essere rinnovati per un ulteriore anno. Mentre è stata aperta una procedura di licenziamento collettivo per un totale di 45 lavoratori da alcune aziende dell’indotto, come Trasnova, Teknoservice e Logitech.
Nel corso dell’incontro Cgil e Fiom hanno evidenziato “la necessità di rafforzare le misure di sostegno al reddito, anche alla luce degli effetti della crisi energetica, che colpisce le lavoratrici e i lavoratori due volte: per le ricadute su un comparto energivoro come quello automotive e per l’ulteriore riduzione del potere d’acquisto”.
Il prossimo incontro, dedicato al tema specifico degli appalti e dell’indotto, è in calendario per venerdì 10 aprile: “Abbiamo già avanzato la proposta di costituire un bacino di addetti per il recupero delle professionalità, attraverso un progetto di riqualificazione e reskilling che accompagni le lavoratrici e i lavoratori dell’indotto e degli appalti verso nuove competenze coerenti con una precisa strategia di sviluppo, e un patto territoriale che sostenga innovazione, attrazione di investimenti e uso efficace delle risorse pubbliche”.
Cgil e Fiom territoriali così concludono: “Crediamo che al prossimo tavolo sia fondamentale che partecipi anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Questa è la principale vertenza dell’industria nel nostro Paese e merita l’impegno diretto dei massimi vertici. La Regione porti una posizione chiara sul futuro dello stabilimento per il quale continueremo a mobilitarci, affinché siano garantiti il diritto al lavoro e al salario, senza lasciare nessuno indietro”.


























