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Interinali

Il riscatto del lavoro somministrato

Ivana Marrone e Patrizia Pallara
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Essere assunti da un'agenzia per il lavoro non basta: anche se sei a tempo indeterminato, rimani un precario. Lo sa bene Mario Sica, Rsu Nidil di Salerno

Ventinove anni, da cinque operaio di produzione in somministrazione in un'azienda metalmeccanica di Salerno, da due Rsu Nidil Cgil nell'agenzia per il lavoro. Mario Sica parla con orgoglio della sua passione sindacale, quella che lo ha portato a rappresentare i colleghi e a ottenere conquiste per il team dei somministrati. 

Lui si ritiene fortunato: dopo cinque anni adesso è in staff leasing, cioè è contrattualizzato dall'agenzia per il lavoro a tempo indeterminato, il secondo step dopo l'ingresso in fabbrica e prima dell'agognata assunzione diretta. Perché per tutti gli interinali l'obiettivo finale è proprio questo: riscattarsi mettendo fine alla precarietà ed entrando nell'azienda che li utilizza, senza passaggi intermedi. In alcuni casi rimane un miraggio, in altri, come nel posto dove è impiegato Mario, è un sogno che può avverarsi.

Dopo l'elezione della Rsu, rappresentanza sindacale unitaria, infatti, il dialogo tra lavoratori e impresa si è intensificato e fatto più regolare, e sono arrivate anche le stabilizzazioni.