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La mobilitazione

Vertenza Baritech, dall'8 novembre presidi e manifestazioni

Foto: Daiano Cristini/Sintesi
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A rischio 117 lavoratori che hanno un'età media di 50 anni e vivono in un contesto sociale assai complicato per riuscire rapidamente a ricollocarsi

"Comportamento scorretto e irresponsabile". Così i lavoratori della Baritech riuniti in assemblea insieme alle organizzazioni sindacali, dinanzi ai cancelli dell’azienda, denunciano la situazione.

"L’Azienda - si legge nel comunicato della Cgil - ha dichiarato di non voler attivare la cassa integrazione per transizione occupazionale per la messa in sicurezza dei lavoratori e nello stesso tempo ha rigettato le manifestazioni d’interesse da parte di due nuovi possibili acquirenti, tacciandole per insufficienti e generiche e difatti smentendo quanto dichiarato dal Presidente della Task Force Leo Caroli lo scorso 25 ottobre, giorno in cui si è svolto l’incontro presso il Comitato Sepac, al quale non hanno partecipato i vertici della Baritech perché non hanno ritenuto utile confrontarsi con istituzioni, lavoratori e sindacati.

Una chiusura totale dunque, rispetto non solo alle richieste avanzate dai sindacati, ma anche nei confronti dell’azione messa in campo dal Comitato Sepac. Si tratta di un atteggiamento cinico da parte della proprietà che in questi anni si è concentrata esclusivamente sul profitto, garantito grazie al lavoro dei dipendenti, che pur di salvaguardare l’occupazione, sono riusciti in un mese ad acquisire le competenze per produrre meltblown, materiale essenziale per le mascherine.

Ricordiamo inoltre che la società ha potuto godere non solo di un accordo di fornitura con la struttura commissariale per l’emergenza Covid-19, ma anche di agevolazioni e contributi pubblici e che oggi in spregio a questi benefici e a quello che dovrebbe essere il principio di responsabilità sociale come recita la nostra Costituzione, scarica i lavoratori non ritenendoli più indispensabili.

Con un atteggiamento dilatorio e rigettando sempre il confronto con le organizzazioni sindacali e anche, a questo punto, nei confronti delle Istituzioni Regionali e del Comitato Sepac presieduto da Leo Caroli, decidono da veri “prenditori” di mandare a casa 117 lavoratori che hanno un’età media di 50 anni e vivono in un contesto sociale assai complicato per riuscire rapidamente a ricollocarsi. Questa vertenza oggi purtroppo rappresenta non solo una bomba sociale ma anche il depauperamento del nostro tessuto industriale e produttivo. Come organizzazioni sindacali questo rischio lo abbiamo denunciato da tempo.

A partire dall'8 novembre 2022, avvieremo una serie di mobilitazioni e presidi per difendere la dignità di questi lavoratori e del nostro territorio, chiedendo a istituzioni, media e politica un interessamento celere sulla vicenda tenendo conto di tutti gli ambiti in questione: economico, produttivo, occupazionale e non ultimo sociale. Questo il calendario dei presidi che si terranno sino alla data dell’11 novembre quando è prevista una nuova riunione presso il Comitato Sepac:

Martedì 8 novembre, dalle ore 09:30 alle ore 12:00, durante l’Assemblea Confindustria Bari – Bat: "Visione, Innovazione, Futuro" presso il Teatro Kursaal Santa Lucia, Largo Adua 5 Bari;

Mercoledì 9 novembre dalle ore 09:30 alle ore 12:00 presidio davanti al comune di Bari mentre si terrà l’incontro tra le organizzazioni sindacali, il vicesindaco del Comune di Bari e l’assessore al lavoro;

Giovedì 10 novembre dalle ore 09:30 alle ore 12:00, presidio dei lavoratori davanti alla Presidenza della Regione Puglia. Cogliamo l’occasione per rivolgere un appello alle associazioni del territorio, a tutte le categorie sindacali e ai sindaci di essere presenti per esprimere solidarietà a questi lavoratori;

Venerdì 11 novembre presidio dei lavoratori davanti la Presidenza della Regione Puglia mentre dalle ore 11:00 alle ore 18,00 si svolgerà l’incontro presso il Comitato Sepac tra le organizzazioni sindacali e la Società Baritech".