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L'iniziativa

Fiom Verona: Quale futuro per l'acciaio?

Foto: www.jswitaly.com/en/media/photo-gallery
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Tra crisi energetica e carenza di materie prime, i metalmeccanici scaligeri si sono interrogati sul tema insieme ai delegati e alle aziende in una giornata di approfondimento

La Fiom Cgil di Verona ha organizzato la scorsa settimana una giornata di approfondimento interamente dedicata al futuro dell’acciaio nel nostro Paese e nei territori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Durante la mattinata si è tenuto l’attivo dei delegati delle aziende metalmeccaniche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia che si è aperto con la relazione del segretario generale della Fiom di Verona Martino Braccioforte che ha sottolineato le difficoltà legate all'attuale fase socioeconomica che obbliga il sindacato a interrogarsi su cosa fare per sostenere, tutelare e rilanciare il settore siderurgico. È incontrovertibile ritenere urgente e necessario, in questo contesto, un intervento della politica nazionale, ma soprattutto europea, che miri a separare l’andamento dei prezzi dell’energia da quelli del gas, dotare gli Stati di risorse finanziarie, in proporzione ai diversi effetti e impatti determinati dalla crisi energetica, per evitare la competizione tra sistemi produttivi all’interno della stessa, rilanciare gli investimenti pubblici, anche utilizzando le risorse del Pnrr, per una transizione energetica e ambientale sostenibile socialmente, con la salvaguardia dell’occupazione e del reddito dei lavoratori.

Con queste premesso il segretario provinciale della Fiom ha lasciato la parola a Roberto D'Andrea della Fiom Cgil nazionale che ha contestualizzato la situazione del settore in tutto il Paese, sottolineando le similitudini fra le diverse aziende e l’importanza di un’azione unitaria e condivisa del sindacato. L'attivo è continuato per tutta la mattinata con gli interventi dei delegati delle acciaierie delle due regioni del Nordest che hanno portato le loro esperienze di lavoratori e di Rsu e le particolari problematiche di ogni stabilimento. Poi c’è stato anche l’intervento della segretaria generale della Camera del Lavoro di Verona Francesca Tornieri mentre le conclusioni della prima parte della giornata sono state affidate a Gianni Venturi, segretario nazionale della Fiom Cgil, con delega per i settori della Siderurgia e dell’Energia.

Al pomeriggio si è tenuta invece la tavola rotonda “Crisi energetica e carenza di materie prime. Quale futuro per l’acciaio?” organizzata con le principali realtà imprenditoriali del settore siderurgico operanti nel territorio e moderata dalla giornalista de L’Arena Francesca Lorandi. Per il sindacato hanno partecipato, in continuità con la mattina Francesca Tornieri, segretaria generale della Camera del Lavoro di Verona; Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom Cgil, delegato per i settori della Siderurgia e dell’Energia e Martino Braccioforte, segretario generale Fiom Cgil Verona. Per le imprese hanno dato la propria adesione al confronto Fabio Zanardi, amministratore delegato delle Fonderie Zanardi; Giovanni Borinelli, amministratore delegato di Nlmk Verona; Francesco Semino, Direttore delle Relazioni Esterne di Acciaierie Venete; Marcello Leali, amministratore delegato di Acciaierie di Verona - Gruppo Pittini e Filippo Pighin, direttore relazioni industriali; Silvio Cervi, amministratore delegato di Aso Fdf di Vallese di Oppeano; Massimo Fonda, Direttore di stabilimento della Ferriera Valsider di Oppeano, Verona.

“La giornata è stata indubbiamente utile, in primis per il confronto al nostro interno con e tra delegati, soprattutto per la possibilità di condividere problematiche e linea sindacale, ma anche per il dibattito pomeridiano con le aziende perché, pur nel rispetto dei ruoli, che saranno sempre contrapposti, si è visto quanto ci sia l’esigenza di avere una visione comune dei problemi e di come affrontarli e risolverli. Una posizione, questa, che dev’essere coltivata sia su base territoriale, per intendersi, attraverso un confronto continuo con le organizzazioni sindacali in merito all’organizzazione del lavoro, alla qualità di vita e sicurezza degli ambienti, agli investimenti e alla gestione degli impianti, oltre che per le questioni salariali o per la tenuta occupazionale; sia attraverso una gestione che può essere anche di più ampio respiro, quindi a livello nazionale, con degli obiettivi comuni da richiedere alla politica e al Governo, come il Piano industriale nazionale sull’energia e sulla siderurgia e l’utilizzo dei fondi del Pnrr, per una vera riconversione ambientale a sostegno di imprese e di settori strategici, come quello siderurgico, che inevitabilmente poi sono legati a tutta la filiera produttiva.

La tavola rotonda pomeridiana, quindi, è stata un punto di partenza che può servire ad avere un atteggiamento condiviso sulle richieste da fare, pur nel rispetto di ruoli contrapposti.” Ha dichiarato il segretario generale della Fiom Veronese. “L'attivo che si è tenuto nel corso della mattinata, che ha messo insieme i delegati della siderurgia veneta e del Friuli Venezia Giulia ha fatto emergere la necessità di continuare a rendere coesa la rete dei delegati tanto più in un contesto complesso come quello attuale. La tavola rotonda del pomeriggio è stata un’occasione importante e interessante per il confronto che c'è stato fra le diverse posizioni rispetto a un contesto estremamente complicato, volatile, che abbiamo, infatti, definito schizofrenico, rispetto al tema dei rincari energetici e delle difficoltà di reperimento delle materie prime. Sul versante territoriale stiamo cercando di tenere monitorata la situazione nei diversi comparti particolarmente in sofferenza a causa della situazione contingente legata alla carenza di materie prime e agli aumenti energetici e, quindi, il confronto con le diverse categorie coinvolte rimane alto per capire quali saranno le ricadute su lavoratori e lavoratrici nei prossimi mesi.” È stato il commento di Francesca Tornieri, segretaria generale della Camera del lavoro – Cgil Verona. "Dopo un 2021 da record per quanto riguarda la produzione e i profitti nel settore siderurgico, l'impatto della crisi energetica e della speculazione finanziaria su gas, energia e materie prime si è fatto via via più importante e significativo. Aumenta, infatti, in tutto il Paese il ricorso agli ammortizzatori sociali e aumenta il rischio di una frenata dell'intero settore e di fermate nei singoli gruppi. Per noi della Fiom resta prioritario salvaguardare l'industria siderurgica, l'occupazione, i salari e il reddito dei lavoratori." Sono state le parole conclusive di Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom Cgil delegato per i settori della Siderurgia e dell’Energia