Un fatto gravissimo che può mettere a repentaglio la stabilità di circa un milione di posti di lavoro in tutta Italia di cui oltre 300.000 solo in Lombardia. Stiamo parlando della legge delega sugli appalti che, approvata al Senato, attende di essere discussa alla Camera: “In quel testo c’è un pericoloso arretramento con la messa in discussione della clausola sociale nei bandi e la conseguente messa a rischio di molti posti di lavoro, la norma va cambiata!”, avverte Laura Lautieri, segretaria organizzativa della Filcams Cgil di Monza e Brianza.  

La modifica coinvolgerebbe quasi 100.000 lavoratori nella sola provincia: “Nella stragrande maggioranza, sono donne con contratti part-time anche involontario e di poche ore la settimana – spiega la dirigente sindacale –, impiegate nei comparti pulimento e sanificazione, nella ristorazione collettiva, nel portierato e nei servizi fiduciari”. L’iniziativa parlamentare sembra marcare un clamoroso passo indietro rispetto all’obbligo d'inserire le clausole sociali volte a garantire la stabilità occupazionale, così come da anni previsto dal codice degli appalti pubblici.

“Negli anni, eravamo riusciti a rivendicare la clausola sociale negli appalti pubblici, ossia la stabilità occupazionale di coloro che sono impiegati negli appalti di servizi – rileva ancora la sindacalista –. Renderla non obbligatoria, significa dare accesso ai bandi anche ad aziende poco serie, con pesanti ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori dei settori coinvolti”. Per chiedere che l’obbligo d'inserimento delle clausole sociali nei bandi di gara venga ripristinato, le sigle territoriali di categoria Filcams, Fisascat, Uiltucs e Uiltrasporti si sono date appuntamento con i lavoratori lunedì 11 aprile, dalle 15 alle 17, sotto la prefettura di Monza.

La scelta vanifica anche l’orientamento dell’Unione europea di garantire la continuità occupazionale dei lavoratori interessati da un cambio di appalto, tramite il loro passaggio alle dipendenze del nuovo appaltatore: “Si rischiano la perdita di posti di lavoro e l’ingresso nei bandi di aziende poco raccomandabili. È importante ripristinare l’obbligo della clausola sociale nei bandi di gara per garantire le lavoratrici e i lavoratori e per questo ci stiamo mobilitando”, conclude l'esponente Cgil.