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Trasporto aereo

Oggi non si vola. Sciopero in tutti gli aeroporti

Foto: Simona Caleo
P. A.
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Si ferma l'intero comparto: manifestazioni a Fiumicino, Linate e in altri scali nazionali. Al centro della protesta, la difesa dei posti di lavoro messi a rischio dalla grande riorganizzazione del settore. Il comunicato di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: "Adesione molto alta ovunque, ora attendiamo l'intervento del governo". Alta tensione a Fiumicino: i lavoratori hanno bloccato le vie adiacenti all'aeroporto. Landini: "La nuova societa' che nasce con soldi pubblici non puo' non applicare il contratto nazionale". Il ministro Orlando convoca i sindacati e azienda

Giornata di sciopero generale di 24 ore oggi (venerdì 24 settembre) per tutto il personale del trasporto aereo. A organizzare la protesta, che vede manifestazioni a Fiumicino, Linate e in tanti altri aeroporti, sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo. La motivazione di fondo: la difesa dei lavoratori di Alitalia, Air Italy, Ernest, Blue Panorama, Air Dolomiti, Norwegian, di tutte le compagnie aeree straniere con base e addetti nel nostro Paese, delle società di gestioni aeroportuali, di handling e catering e di tutti gli stagionali e precari del settore. Sulla vicenza Ita-Alitalia è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ne ha parlato a Bologna durante l'iniziativa di Futura 2021: "La nuova societa' che nasce con soldi pubblici non puo' non applicare il contratto nazionale": Intanto arriva la convocazione dei sindacati e dell'azienda da parte del ministro del Lavoro, Andrea Orlando. 

"Com'era prevedibile, l'adesione allo sciopero, è stata molto alta, con punte dell'100% in alcuni aeroporti l'adesione allo sciopero di oggi di tutto il trasporto aereo, eccetto Enav". È quanto dichiarano a metà giornata Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, spiegando che: "Da mesi chiediamo l'intervento del Governo per garantire la tenuta industriale del settore. Siccome per noi non ci sono figli e figliastri, ricordiamo tutti i temi per noi indifferibili e che non ci stanchiamo di portare all'attenzione dei quattro Ministeri: il blocco dei licenziamenti sino ad avvenuta ripresa del comparto; la rivisitazione del piano nazionale degli aeroporti; la vertenza Alitalia/ITA, che coinvolge circa 10.500 lavoratori, per i quali chiediamo un programma di ammortizzatori sociali che duri per tutta la durata del piano industriale della nuova compagnia di bandiera, al fine di tutelare tutti i lavoratori. Fino ad ora registriamo la grande assenza del Governo dalla trattativa mentre per noi è imprescindibile il mantenimento dei livelli occupazionali". Inoltre: "la vertenza Air Italy con 1.322 lavoratori per cui è stata avviata la procedura di licenziamento; la crisi delle compagnie aeree Norwegian, Ernest e Blue Panorama e delle compagnie aeree straniere basate in Italia tutte sotto regime di ammortizzatori sociali e le vertenze verso quelle società che rifiutano il confronto con il sindacato. Serve il rifinanziamento del Fondo di solidarietà del trasporto aereo (Fsta) e l'avvio di un confronto immediato affinché vengano emessi una serie di provvedimenti integrativi e correttivi della attuale normativa riguardo il complesso degli ammortizzatori sociali del settore". "Chiediamo - sottolineano i sindacati - l'applicazione puntuale dell'articolo 203 del decreto Rilancio sul contratto collettivo nazionale di settore per combattere il dumping sociale e salariale attuato da quelle imprese che applicano regolamenti unilaterali o contratti aziendali con salari inferiori al ccnl". Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti: "Per tutti questi motivi la mobilitazione continua ad oltranza fino a quando non riceveremo risposte adeguate".

Molto alta la tensione tra i lavoratori che vedono compromesso il proprio posto di lavoro e i loro futuro. I lavoratori di Alitalia che manifestano a Fiumicino hanno bloccato le strade adiacenti all'autostrada Roma- Fiumicino, ostacolando di fatto la circolazione da e per l'aeroporto di Roma Fiumicino. 

Alla vigilia dello sciopero i sindacati avevano messo in guardia per l'innalzamento della tensione e hanno lanciato un appello. Alla base dello sciopero, la vertenza Alitalia-Ita,  sulla quale ci aspettiamo una convocazione urgente dai ministeri competenti, l’opposizione netta ai licenziamenti nel settore, la richiesta di una sede di confronto interministeriale permanente e l’istituzione di una cabina di regia per garantire la tenuta sociale", hanno spiegato i sindacati alla vigilia dello sciopero di oggi: "Vanno assicurati gli ammortizzatori sociali, l’avvio di una riforma per garantire il riordino del sistema aeroportuale, l’applicazione delle regole del lavoro del contratto nazionale che prevedano gli stessi trattamenti normativi e retributivi a parità di condizioni operative, partendo dall’applicazione dell’articolo 203 del Decreto Rilancio e il rifinanziamento del Fondo straordinario del trasporto aereo. Su queste tematiche, dopo gli scioperi del 18 giugno e del 6 luglio scorsi non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta dal governo, che per ora rimane un grande assente”.

Tutte aperte le vertenze specifiche. In Sardegna, ad esempio, sono a rischio 1.322 posti di lavoro per la vertenza Air Italy. I liquidatori di Air Italy hanno deciso infatti di portare a termine la procedura per il licenziamento collettivo di tutti i dipendenti della compagnia. Il messaggio è stato consegnato ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali con un brevissimo incontro seguito dalla lettura dei verbali.
La politica, dopo mesi di inerzia, cerca di muoversi. Sono in tutto 15 gli impegni che la maggioranza chiede al governo nella mozione su Alitalia e la nuova compagnia Ita, testo che sarebbe dovuto essere votato oggi dall'Aula della Camera, ma il cui esame è slittato al 5 ottobre a causa di una mancata intesa tra la maggioranza stessa e il governo su alcuni punti del testo. In particolare, nella mozione la maggioranza chiede all'esecutivo di attivarsi affinché venga garantito il personale.