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Dopo le parole di Brunetta

Smart working, salvaguardare le esperienze positive

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Il commento di Tania Scacchetti (Cgil). Sì al contratto. "Se lo spirito è quello di introdurre il vero lavoro agile siamo pronti a tradurre il lavoro da casa in effettivo lavoro agile come strumento di flessibilità"

Per la Cgil le dichiarazioni di oggi del Ministro Brunetta sullo smart working "sono da attenzionare". La segretaria confederale Tania Scacchetti sottolinea "la volontà di dare attuazione agli impegni assunti nel Patto per la coesione sociale e l’innovazione della Pa del 10 marzo scorso con l’impegno di affrontare il tema della regolazione dello smart working attraverso la contrattazione collettiva”. Così, in una nota.

"Il lavoro agile può essere pensato come modello per il futuro?", ha detto il ministro durante un question time alla Camera: "Attenzione. Questo tipo di lavoro, costruito dall'oggi al domani spostando dalla presenza alla casa l'organizzazione del lavoro pubblico, è senza contratto, senza obiettivi, senza tecnologia, senza sicurezza e abbiamo visto al riguardo il caso del Lazio. Quindi è un lavoro a domicilio all'italiana. Abbiamo il Pnrr, abbiamo cambiato il modo di fare i concorsi pubblici, abbiamo in programma l'interoperabilità delle banche dati e il passaggio al cloud. Questo è il futuro, non un lavoro a domicilio senza futuro, senza tecnologia, senza contratto, senza organizzazione". 
 
Per la Cgil, invece, “occorre però salvare ciò che di buono è stato fatto dalle amministrazioni pubbliche e dai lavoratori nei mesi passati - ricorda Scacchetti -, in cui, anche in ragione della necessità di affrontare l’emergenza sanitaria, il lavoro agile è diventato la modalità ordinaria di effettuazione della prestazione lavorativa. C’è bisogno di un’analisi attenta senza pericolose generalizzazioni”.

Questa la risposta alle parole di Brunetta. Per la segretaria confederale della Cgil “se lo spirito è quello di introdurre il vero lavoro agile siamo pronti a tradurre il lavoro da casa in effettivo lavoro agile come strumento di flessibilità organizzativa e misura che può migliorare il benessere complessivo nei luoghi di lavoro”.

“L’innovazione della Pubblica amministrazione passa attraverso gli investimenti sui dipendenti, formazione e aggiornamento, e sulle infrastrutture, anche questo - conclude Scacchetti - dovrà essere oggetto di confronto tra governo e sindacati”.