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Palermo

Almaviva contact, 621 lavoratori col fiato sospeso

Foto: Slc Cgil Almaviva C (da Facebook)
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Nel pomeriggio confronto tra governo, azienda e sindacati, dopo che Ita ha affidato il servizio di call center a Covisian, senza prevedere alcuna "clausola sociale" per gl addetti che lo gestivano da vent'anni. Sindacati: "La nuova compagnia aerea non può sfuggire all'applicazione di leggi e ccnl". Mercoledì 8 assemblea pubblica, giovedì 9 settembre sciopero

Gironate cruciali per Almaviva Contact. Alle 17 di oggi (martedì 7 settembre) si apre il tavolo di confronto sulla vertenza presso il ministero del Lavoro. Dopo la decisione di Ita, la compagnia aerea che prenderà il posto di Alitalia, di affidare il call center alla società internazionale di customer management Covisian, sono 621 i dipendenti a rischio tra Palermo (570) e Rende (51), in provincia di Cosenza. Almaviva svolgeva il servizio di assistenza ai clienti Alitalia da oltre vent’anni, ma il nuovo bando non prevede la clausola sociale che riconosce il diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro con il nuovo fornitore.

Anche per il periodo di interim tra le due compagnie, Ita ha preferito affidare l’assistenza ai clienti al personale di Alitalia in amministrazione straordinaria. Il gruppo ha già prospettato gli ammortizzatori sociali per tutti, se la situazione non dovesse mutare nei prossimi giorni. Al negoziato si arriva dopo giorni di sollecitazioni da parte dei sindacati e un lungo confronto con i ministri del Lavoro Andrea Orlando e dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Sempre sulla vertenza si tiene mercoledì 8 settembre al Foro Italico Umberto Primo di Palermo, con inizio alle ore 16, l’assemblea cittadina indetta da Cgil, Cisl, Uil e Ugl territoriali, unitamente alle segreterie di categoria Slc, Fistel e Uilcom e Ugl tlc. Previsto un dibattito, cui i sindacati invitano a partecipare cittadini, lavoratori, rappresentanti delle istituzioni e della politica. Giovedì 9 settembre, infine, si svolge lo sciopero dei lavoratori, mentre prosegue fino al 30 settembre l’astensione dal lavoro supplementare e straordinario.  

"In gioco ci sono le sorti di 570 famiglie, per questo invitiamo tutti a partecipare per ribadire che Palermo non può permettersi di perdere posti di lavoro", spiegano i sindacati: "È inaccettabile che un'azienda di fatto pubblica, Ita è infatti al 100% di proprietà del ministero del Tesoro, bandisca una gara di questa entità con modalità privatistiche, non rispettando la legge sulle clausole sociali, mettendo in pericolo in prima battuta il posto di lavoro di 621 lavoratori e, inoltre, creando un pericolosissimo precedente che mette a rischio l'intera tenuta di un settore che, da un ventennio, costituisce il più fertile polmone occupazionale del Sud e, in particolare, della Sicilia".

Marcello Cardella (segretario generale Slc Cgil Palermo) e Mario Ridulfo (segretario generale Cgil Palermo) evidenziano che "Ita non può sfuggire all’applicazione della legge e del ccnl di settore. Siamo consapevoli della complessità del passaggio dalla vecchia compagnia di bandiera alla nuova, e del tentativo di esibire presso l’Unione Europea una connotazione di forte discontinuità, ma questo non può essere il pretesto per destrutturare un sistema regolatorio, posto a tutela dei livelli occupazionali, in assenza del quale le conseguenze per Palermo sarebbero estremamente gravi e insostenibili".

Le tre sigle di categoria, infine, rilevano come “non possa sfuggire a nessuno che la partenza del servizio di Ita, in assenza di qualsiasi segnale di dialogo, costituisca un elemento di grande preoccupazione e disagio, che, se non considerato, può facilmente portare la situazione a degenerare. Non vorremmo, fra qualche mese, il dover constatare come anche un servizio importante come il customer service di un committente pubblico abbia preso la strada dell’estero”.

Alle preoccupazioni di sindacati e lavoratori, si aggiungono quelle delle istituzioni locali. “Stupisce che Ita, nei comunicati ufficiali per annunciare il nuovo fornitore del servizio per la gestione dell’assistenza clienti, non abbia fatto cenno alle salvaguardie occupazionali previste dalla nostra legislazione”, commentano il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e l’assessore comunale al lavoro, Giovanna Marano, sollecitando il ministro Orlando a prendere in mano questa grave e delicatissima situazione, affinchè sia prioritariamente esercitata la clausola di salvaguardia occupazionale.