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Morti sul lavoro

Fillea Cgil, misure urgenti per fermare la strage

Foto: Marco Merlini
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Dopo l'ultimo incidente mortale a Gressan, in Valle d'Aosta, il segretario generale degli edili Alessandro Genovesi rilancia le richieste della federazione e bacchetta Confindustria: invece di preoccuparsi di contrastare una norma contro le delocalizzazioni selvagge si impegni per garantire la sicurezza di chi lavora

A Gressan hanno perso la vita il titolare di una ditta edile e un operaio, schiacciati da una lastra di cemento. Si tratta solo dell'ultimo fatto di cronaca che appesantisce ulteriormente il bilancio di un anno nero per il lavoro, come sottolinea  il segretario generale della Fillea Cgil Alessandro Genovesi “Il tragico ed intollerabile stillicidio di infortuni gravi e morti sul lavoro non si ferma neanche in questi giorni di parziale chiusura delle attività”. 

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Per il dirigente sindacale “invece di protestare da ultimo contro norme di civiltà volte a sfavorire le delocalizzazioni selvagge, Confindustria dovrebbe sostenere le richieste del sindacato e della Cgil per rendere operativa la patente a punti, un sistema che premia le imprese serie e colpisce chi, in nome del profitto, mette tutti i giorni a rischio la vita dei lavoratori edili e non solo”. 

Genovesi rilancia anche un'altra proposta: occorre al più presto “introdurre nel codice penale l’aggravante di omicidio sul lavoro, sulla falsariga dell’omicidio stradale. Solo introducendo una specifica aggravante, infatti, in caso di condanna si avrebbe la certezza di una pena e si faciliterebbero quelle misure di sequestro patrimoniale volte a riconoscere ai famigliari delle vittime almeno un giusto indennizzo. Su questi punti insistiamo da tempo e oggi che la ripresa vede aprire migliaia di nuovi cantieri, l’attenzione e l’impegno di tutti devono essere massimi” conclude il leader degli edili Cgil.