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Botta e risposta

Giorgetti alla stampa: «Non esiste un piano Italcomp». Replica Fiom: «Non si gioca a nascondino con il futuro degli operai»

Foto: Marco Merlini
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La creazione di un grande polo di produzione di compressori salverebbe il posto di lavoro dei 400 dipendenti dell'azienda di Riva di Chieri e dei 300 della Acc. Ma il ministro dello Sviluppo Economico chiude ogni porta e lo fa rilasciando dichiarazioni ai giornalisti. Dura la reazione di Tibaldi (Fiom) e Spera (Cgil): "Se il Governo ha cambiato idea chiediamo di discuterne al tavolo ministeriale e non tramite i comunicati stampa"

Nuovo capitolo della vertenza dei lavoratori ex Embraco. I sindacati chiedono al ministero dello Sviluppo Economico di discutere della faccenda
evitando le note stampa e privilegiando il confronto 'vis-à-vis'.
Ieri, in tarda serata, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, è infatti tornato a dichiarare che il piano Italcomp "non esiste" e che sul progetto non c'è mai stato "nessun riscontro formale".

Non si è fatta attendere la replica di Fiom e Cgil: "Le dichiarazioni del ministro ancora una volta liquidano a mezzo stampa un progetto ufficialmente presentato dal Governo nonostante le ripetute richieste di convocazione avanzate dalle organizzazioni sindacali".
Il progetto, ricordano Barbara Tibaldi della segreteria nazionale Fiom e Silvia Spera della Cgil nazionale, fu "illustrato e condiviso dalle parti sociali e dall'allora sottosegretaria Alessandra Todde, oggi viceministro".

Il piano sarebbe la soluzione ideale per i 400 lavoratori torinesi di Embraco e i 300 bellunesi di Acc: "Se il Governo ha cambiato idea chiediamo di discuterne al tavolo ministeriale e non tramite i comunicati stampa, sul futuro dei lavoratori non si gioca a nascondino", concludono Tibaldi e
 Spera.