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Elettrodomestici

Whirlpool chiude Napoli e licenzia tutti

Foto: Marco Merlini
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La multinazionale nega la possibilità di ulteriori 13 settimane di cassa integrazione e avvia la procedura di espulsione per i 322 dipendenti. "Il dialogo così si interrompe", spiega la segretaria nazionale Fiom Cgil Barbara Tibaldi: "Se l'azienda mette in campo azioni offensive, sarà guerra". Gli operai sono arrivati alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere dove è prevista la visita di Mario Draghi e Marta Cartabia

Niente cassa integrazione, si licenzia. Questa la decisione della Whirlpool, comunicata oggi (mercoledì 14 luglio) a governo e sindacati nel corso dell’incontro (in videoconferenza) al ministero dello Sviluppo economico. “Dopo lunga riflessione abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo”: così l’amministratore delegato della multinazionale per l'Italia Luigi La Morgia, escludendo così il ricorso alle 13 settimane di cassa integrazione messe a disposizione dall’esecutivo per evitare i licenziamenti: “Siamo consapevoli della nostra scelta, ma la procedura non deve essere una pregiudiziale per l'individuazione di un'alternativa per il sito di Napoli. Siamo e restiamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia”.

Le lavoratrici e i lavoratori della Whirlpool sono arrivati alla casa circondariale "Francesco Uccella" di Santa Maria Capua Vetere dove è prevista la visita del Presidente del Consiglio Mario Draghi e della ministra della Giustizia Marta Cartabia. A Varese i lavoratori sciopereranno stasera e domani per 3 ore a fine turno. Negli altri stabilimenti del gruppo sono previste assemblee per definire le mobilitazioni. Ulteriori iniziative verranno discusse nei prossimi giorni dal coordinamento nazionale di Fim, Fiom e Uilm. 

Whirlpool avvia dunque il licenziamento collettivo dei 322 dipendenti dello stabilimento di Napoli. Luigi La Morgia ha anche affermato di essere disponibile a un pacchetto di incentivi oppure di trasferimenti. “Sempre nell'ambito della procedura – ha illustrato il dirigente aziendale – vogliamo anche confermare la nostra intenzione di prolungare in questo periodo la possibilità di accedere a un pacchetto di incentivazione, che già oggi stiamo offrendo nel piano sociale in essere, pari a 75 mila euro a persona (per gli esodi, ndr)”. La Morgia ha anche confermato la disponibilità dei trasferimenti all'interno del gruppo, cosa che “in parte stiamo già eseguendo dando l'opportunità a persone che lavorano nel sito di Napoli di trasferirsi nel sito di Cassinetta”.

Fortissima è la contrarietà della Fiom Cgil. “Richiamiamo l'azienda alle sue responsabilità”, dice la segretaria nazionale Barbara Tibaldi: “L'avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo. È necessario utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l'avviso comune siglato da Cgil, Cisl e Uil. Per quanto ci riguarda, se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra”. Intanto, i lavoratori Whirlpool dello stabilimento napoletano hanno convocato un'assemblea in fabbrica alle ore 14.30 per decidere iniziative di protesta.

Tornando all’incontro al Mise, Barbara Tibaldi, rivolgendosi direttamente ai vertici della multinazionale, ha rilevato che “la narrazione che siete stati buoni e avete portato pazienza, ce la potevate risparmiare. Per 26 mesi non abbiamo preso tempo, come dice La Morgia, ma abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool, in questi 26 mesi, ha triplicato i profitti realizzando cinque milioni di prodotti”. E così conclude: “Le lavoratrici e i lavoratori hanno tenuto aperto lo stabilimento campano, ciò ha permesso a Whirlpool di guadagnare di più nonostante la pandemia”.

In apertura di riunione la viceministro allo Sviluppo economico Alessandra Todde aveva chiesto alla multinazionale di "accettare la proroga della cassa integrazione di ulteriori 13 settimane, cosa che non significa allungare il brodo, ma dare la possibilità a un percorso di rilancio, portato avanti da noi e Invitalia, di prendere forma, con un piano industriale alternativo e solido, fondamentale per non impoverire ulteriormente il territorio di Napoli garantendo la salvaguardia occupazionale". L'esponente del governo aveva anche rimarcato di aver "bisogno di tempo per irrobustire il percorso di reindustrializzazione su cui stiamo lavorando quotidianamente. Per l'azienda accettare la proroga della cassa, rinviando l'avvio della procedura di licenziamento, è una scelta che non pesa minimamente. Mentre per i lavoratori, per la città di Napoli e per il piano di rilancio, fare questa scelta è assolutamente indispensabile".

Immediate le reazioni dei sindacati del territorio. “Le lavoratrici e i lavoratori di Napoli risponderanno con forza e con iniziative esemplari”, afferma il segretario generale della Fiom Cgil di Napoli Rosario Rappa: “Con l'avvio della procedura di licenziamento collettivo annunciata oggi da Whirlpool, il dialogo con l'azienda da questo momento si interrompe. Ci aspettiamo un'iniziativa forte da parte del governo. L’esecutivo non può limitarsi a prendere atto, deve intervenire”.

Per Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, quella di oggi è "l'azione più grave e irresponsabile che Whirlpool abbia potuto fare. Licenziare i lavoratori, in presenza di un avviso comune sottoscritto tra sindacati e governo, e di un tavolo di confronto che non tiene conto degli strumenti di ammortizzatori sociali per almeno altre 13 settimane, innescherà una reazione nelle lavoratrici e nei lavoratori e la mobilitazione del sindacato, i cui effetti avranno una unica responsabilità morale e sociale, quella di Whirlpool". Ricci ricorda anche che la multinazionale "con la crisi Covid ha accresciuto gli utili e il fatturato, aumentato le vendite, mantenuto, con il sito di Napoli, il mercato, fronteggiato la concorrenza orientale. Un’ingenerosità e un’irresponsabilità cui risponderemo mobilitando il territorio, la società civile e tutto il mondo del lavoro”.