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Il caso

Landini in visita alla Gianetti Ruote: «Ritirare i licenziamenti»

Foto:  Marco Merlini
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Il segretario generale della Cgil al presidio dei 152 lavoratori licenziati con una mail nei giorni scorsi. "Questi atteggiamenti – ha detto – sono fuori dalle logiche, dalle leggi del nostro Paese e anche dall'accordo che abbiamo firmato con il Governo e con tutte le associazioni"

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha partecipato oggi (10 luglio) al presidio permanente dei lavori della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto (Monza), i cui 152 operai sono stati licenziati una settimana fa via email. "E' un mio dovere essere qui oggi - ha detto, accolto dagli applausi dei dipendenti -, quello che è accaduto è inaccettabile sotto ogni punto di vista: l'aspettare da parte dell'azienda formalmente gli sblocchi per fare qualcosa che in linea teorica con i licenziamenti non c'entra nulla, qui non parliamo di un'azienda che non ha lavoro".

(Video realizzato da Giorgio Garofalo)

"Siamo qui oggi per dirvi che questa non è una battaglia solo vostra - ha aggiunto Landini -. Chiederemo che l'azienda ritiri la procedura e che il Governo la convochi a Roma e che anche le associazioni come Confindustria siano coinvolte in questa situazione". 

Il sindacalista ha ribadito che "quello che stiamo vedendo in questi giorni non sono licenziamenti, sono delocalizzazioni. Andrò li per far vedere che siamo con loro. Non siamo disponibili a fare da spettatori".

Infine un appello: "Quello che noi chiediamo, in modo molto secco - ha spiegato Landini - è che ci sia il ritiro di quella procedura e chiediamo al Governo, ai ministri che hanno anche firmato quell'accordo di convocare questa impresa a Roma perché questi atteggiamenti sono fuori dalle logiche, dalle leggi del nostro Paese e anche dall'accordo che abbiamo firmato quel giorno con il Governo e con tutte le associazioni".