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Formazione

Fino all'ultima tessera

Formazione, tocca alla struttura portante Cgil
Foto: Fabrizio Ricci
Roberto Greco
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I nuovi corsi organizzati dalla Cgil si incentrano sul proselitismo. Obiettivo, coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici ancora lontani dal mondo sindacale. Grande attenzione è dedicata anche al tema dei licenziamenti, soprattutto in vista della fine del blocco

"Tessere o non essere". Il dubbio amletico spiega bene il senso del nuovo programma di formazione della Cgil dedicato, per l’appunto, al tesseramento. “In questo momento è il nostro progetto di punta – conferma Giancarlo Pelucchi, responsabile della formazione della Cgil nazionale -. Intendiamo coinvolgere il più possibile tutti quei lavoratori rimasti finora esclusi dal mondo sindacale”.

Un progetto di azione sindacale sostenuta dalla formazione che nasce dalla necessità e volontà di valorizzare il proselitismo nell’ambito dell’attività quotidiana. “Sappiamo che esiste una resistenza a chiedere alle persone di tesserarsi e i motivi non sempre sono facilmente individuabili – spiega il dirigente sindacale –. Il percorso formativo ha anche l’intento di far luce, senza tabù, sul perché di tale difficoltà. Il nostro obiettivo è dare voce a quel mondo del lavoro non del tutto rappresentato. Per farlo occorre trovare modi e strumenti nuovi per riuscire a intercettarlo e motivarlo a iscriversi alla Cgil. Ad esempio tentando un’azione di convincimento fra i colleghi di lavoro e favorendo un coinvolgimento propositivo all’interno della nostra organizzazione”.

Occorre includere e rappresentare il mondo del lavoro nel suo insieme, dalle partite Iva alle nuove professionalità e fino al precariato in tutte le forme nelle quali si presenta. “Ottenere un simile risultato richiede, oltre a una nuova forma di organizzazione del lavoro, anche un radicale cambiamento culturale – precisa l’esponente Cgil -. I termini tutela individuale e tutela collettiva sono distinzioni che appartengono solo al lessico sindacale; la lavoratrice e il lavoratore conoscono, giustamente, la tutela dei loro diritti senza fare distinzioni e il sindacato deve fornire risposte e soluzioni complessive”.

Il progetto messo in campo dalla Confederazione valorizza la complessità e l'articolazione di pratiche ed esperienze formative pluriennali delle strutture e delle categorie. Il percorso formativo prevede metodologie attive e partecipative di apprendimento, pratiche di sviluppo di pensiero strategico collettivo e nozioni di gestione progettuale del lavoro. La pandemia ha imposto la virtualizzazione di molte attività lavorative e sindacali e ha rappresentato una sfida accelerando i processi di digitalizzazione della Cgil che sono ormai giunti a un punto di maturazione interessante, simile a quello di altri sindacati, anche a livello europeo.

“Per questo – prosegue Pelucchi -, prevediamo una formazione dedicata alle app e ai programmi legati alle anagrafi per recuperare e fidelizzare le persone che si rivolgono a vario titolo all'organizzazione e che possiamo coinvolgere in progetti di tutela personalizzati e non necessariamente solo individuali".

Il tutto, aggiunge il dirigente sindacale, "attraverso una presa in carico per far emergere le domande inespresse e raccogliere possibili relazioni con familiari e amici. L'obiettivo è lavorare per stabilizzare nel tempo i rapporti con le persone che si rivolgono alle nostre strutture per i servizi e intrecciarle con il lavoro delle categorie dei lavoratori attivi e tra queste e lo Spi, al fine di aumentare la quota di iscritti”.

Parallelamente, in questi ultimi tempi si sta consolidando la pratica dell’iscrizione on line attraverso la Fea (firma elettronica avanzata) che, dopo la fase di sperimentazione, la Cgil è pronta a diffondere e a sostenere attraverso una formazione dedicata. “Ad oggi – rileva il responsabile formativo della Confederazione –, tesserarsi per le persone che si rivolgono ai nostri servizi rappresenta una scelta dettata da bisogni non automaticamente riconducibili a ideali condivisi. Diventa indispensabile dunque ritrovare una strada che sappia ricongiungere nuove necessità e nuovi vissuti con il sistema di valori che la nostra organizzazione rappresenta”.

Particolare attenzione nel percorso formativo sarà posta al tema della memoria e identità della Cgil senza trascurare la possibile ricostruzione e valorizzazione delle campagne della Cgil sul proselitismo: eventi celebrativi durante il Festival della formazione e in ambito congressuale, feste del tesseramento, gare di emulazione e premi per chi fa più tessere (individuali e di struttura), esperienze come la "campagna di persona" e la "settimana del tesseramento", campagne comunicative cross-mediali, video tutorial e pillole animate formative e informative.

“Per i partecipanti al corso – sostiene ancora il sindacalista –, l'obiettivo sarà quello di arrivare a poter svolgere un ruolo di pianificazione e direzione in un progetto di tesseramento. Dovranno essere capaci di includere gli altri, coinvolgerli nell’azione e di facilitarne e sostenerne l’attivazione guidando il processo con logiche di tutoring e coaching. Nello stesso tempo, dovranno preparare iniziative di tesseramento articolate in progetti con piani di lavoro complessivi definiti in tempi, fasi, attori coinvolti, risorse necessarie e obiettivi misurabili”.

Il corso - rivolto a delegati, operatori e dirigenti sindacali - prevede differenti livelli di approfondimento: di base, specialistico, di categoria o settore. Si potranno quindi progettare corsi con partecipanti omogenei o eterogenei formati da un mix dei target evidenziati. Sono previste tre unità didattiche: organizzazione, competenze specifiche, competenze comunicative e relazionali.

Nel contempo, un altro progetto di spicco della Cgil, sempre in tema di formazione, è quello dedicato alla questione dei licenziamenti. “Un’emergenza gravissima, che segnerà l’attività sindacale in autunno e che riguarderà moltissimi lavoratori in tutta Italia – conclude Pelucchi –, speriamo il più tardi possibile, quando finirà l’attuale fase di blocco. Sono previsti corsi ad hoc, gestiti da docenti, scelti fra professori e avvocati della Consulta giuridica della Cgil, in grado di spiegare ogni singolo aspetto della procedura del licenziamento: come gestire teoria e pratica della fase del blocco e cosa fa la Cgil per difendere la persona licenziata”.

Questa delicata materia costituirà l’argomento e l’attività prevalente delle Camere del lavoro disseminate su tutto il territorio. La formazione sarà via webinar collettiva oppure individuale sul sietma di formazione a distanza (fad.cgil.it).