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La mobilitazione

Contratto del trasporto pubblico locale, tempo scaduto

Foto: Filt Cgil
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Presidio a Roma per chiedere il rinnovo scaduto da tre anni. Tra le richieste anche le sfide legate alla sostenibilità ambientale

Questa mattina a Roma presidio di lavoratrici e lavoratori del trasporto pubblico locale per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto nazionale autoferrotranvieri e internavigatori, scaduto da oltre tre anni.

 

 

(video a cura di Roberta Lisi)

"Dalla piazza - è quanto sostengono i sindacati di categoria tra cui la Filt Cgil - è emersa la richiesta unitaria di procedere senza indugi alla chiusura del triennio 2018-2020 con accordi ponte, come fatto in altri settori, e poi procedere al rinnovo rapido del contratto nazionale con adeguamento salariale e normativo. I soldi pubblici destinati alle imprese non devono essere investiti per finanziare il sistema economico e industriale precedente alla pandemia, ma piuttosto in salari e una politica dei redditi dentro il rinnovo del contratto nazionale e per rilanciare il settore del tpl".

Per i sindacati "la riforma del settore, annunciata dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, deve tendere al superamento della polverizzazione delle imprese e deve affrontare le sfide legate alla sostenibilità ambientale. Passare dalle tante, troppe aziende, alle grandi aziende frutto di aggregazioni e di integrazioni tra servizio su rotaia e su gomma, comporta un assetto contrattuale che non può essere la somma delle attuali regolazioni".

Il lavoro rappresenta da sempre elemento qualificante nello svolgimento delle attività. Titoli abilitativi e basso salario, salute e sicurezza sul lavoro sono alcune delle criticità da sanare con il rinnovo contrattuale "È sempre più necessario - concludono i sindacati - un contratto nazionale che riunifichi l’intero comparto e che consenta di governare i processi di cambiamento in atto. La mobilitazione continua con lo sciopero di 24 ore proclamato per il prossimo 1 giugno".