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Il messaggio del Quirinale

Il lavoro è democrazia

Qurinale e Corte Costituzionale © Marco Merlini Roma, 28 febbraio 2020 Palazzo del Quirinale e della Corte Costituzionale
Foto: Marco Merlini
Roberta Lisi
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Il Capo dello Stato Mattarella, nel celebrare il Primo Maggio, ricorda come la Repubblica italiana nasce e si fonda sul lavoro. L'impegno comune deve essere creare lavoro di qualità

Un filo comune tra le piazze di Cgil Cisl e Uil, se pur nel rispetto delle norme anti Covid, e il palazzo del Quirinale: la dignità del lavoro e la consapevolezza che il futuro del Paese si fonda sulla buona occupazione per tutti e tutte.

“Senza lavoro buono e dignitoso per tutti non ci sarà neppure la ripresa che vogliamo. Sarà il lavoro a portare il Paese fuori da questa emergenza, perché è la condizione, e il motore, della ripartenza, della ricostruzione, della rinascita”. Questo il messaggio di Sergio Matterella pronunciato alla presenza del ministro del lavoro Orlando, di quelli della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, della Federazione dei Maestri del lavoro e dell’Associazione nazionale lavoratori anziani. Una celebrazione in presenza, quindi, seppur ridotta e un importante sottolineatura dell’importanza della scelta di Cgil Cisl e Uil di organizzare anche quest’anno il Concertone: “A celebrare il Primo maggio ci sarà anche quest’anno il Concertone, che pure dovrà rispettare modalità particolarmente austere. Formulo un augurio ai sindacati che lo organizzano, agli artisti, ai giovani a cui è rivolto: vuole essere anche un segno di ripresa per la musica, lo spettacolo, la cultura, affinché siano nuovamente fruibili dal vivo e possano contribuire alla ripartenza”.

Mattarella torna sul significato profondo di lavoro tornando al cuore della nostra Costituzione e spiega: “Scambiarsi oggi l’augurio di buon Primo maggio vale molto più di una pur significativa consuetudine. Ribadisce un legame di comunità, quel patto di cittadinanza, che ci fa sentire al tempo stesso responsabili e solidali, e ci impegna a consegnare alle più giovani generazioni il testimone dei diritti conquistati e di opportunità che si rinnovano”.

I diritti conquistati, ricorda il presidente, dalle lotte di lavoratori e lavoratrici, inverati nello Statuto del 1970 e ribaditi e difesi nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Importante questo riferimento ai diritti, ne afferma l’irriducibilità e ne condanna la riduzione che troppo spesso, in Italia e non solo, viene praticata. È nell’augurio che Mattarella indirizza, la consapevolezza di quando il lavoro sia sotto attacco: “All’augurio che rivolgo alle lavoratrici e ai lavoratori italiani sento di unire un augurio ancora più intenso a chi ha perduto il lavoro in questi mesi a causa della frenata di molte attività economiche, a chi si trova ad affrontare crisi e ristrutturazioni aziendali, a chi è costretto, magari da tempi ancor più lunghi, a impieghi precari e mal pagati, a tutte le persone e le famiglie che vivono in condizioni di povertà. La battaglia per il lavoro è una priorità che deve unire gli sforzi di tutti: lavoratori e imprenditori, istituzioni e forze sociali, mondo delle professioni, della ricerca, della cultura. È questa l’ambizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Già, il Pnrr lo strumento che dovrà far rinascere il Paese traghettandolo nel futuro. Ma quale futuro? Quello del modello di sviluppo con causa della pandemia? E uno modello economico e sociale fondato sul ben essere ci cittadine e cittadini nel rispetto e armonia con il pianeta? Secondo Mattarella: “Innovazione digitale e transizione ecologica possono divenire i propulsori di una nuova stagione di crescita, questa volta più matura perché più attenta alla qualità della vita che non alle quantità dei consumi. La sostenibilità darà ancora più forza al valore sociale dell’impresa, potrà valorizzare la conciliazione tra i tempi di lavoro, di cura, di vita familiare, recherà un contributo al sistema di welfare così che i diritti universali siano assicurati anche attraverso il protagonismo di comunità solidali”.

Tornano i diritti, tutti quelli del lavoro e quelli universali, e torna il tema dignità: “Se il lavoro cresce, cresce la coesione della nostra società, diventano concreti i diritti. Il lavoro è l’elemento propulsivo del sistema di sicurezza sociale, quel sistema che, progressivamente aggiornato, è stato fondamentale nell’affrontare la crisi economica indotta dalla pandemia. Protezione sociale, ristoro e sostegno per i mancati redditi, hanno perseguito un equilibrio molto importante in questi mesi. E che può consentire di progettare il domani partendo da una base salda. Il lavoro è crescita di dignità e può crescere solo nella dignità”.

Nelle parole e nei pensieri di Mattarella non poteva mancare la sottolineatura della strategicità delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro. Loro sono quelli che hanno pagato di più la crisi scatenata dalla pandemia. Su loro occorre puntare per rinascere.