Licenziato perché in mezzo al vapore si è abbassato la mascherina per prendere un po’ d’aria nei polmoni. Alla Star di Agrate Brianza, in provincia di Monza, è bastato questo pretesto per mandare via Fabrizio Ferrari, da 25 anni in fabbrica, addetto alla linea del pesto, dei dadi, dei sughi in preparazione. “Veramente Fabrizio è un operaio che non sta zitto ed è per questo che l’hanno licenziato – spiega Federica Cattaneo, segretaria generale Flai Cgil di Monza e Brianza, al fianco di Fabrizio in questa battaglia -. La contestazione disciplinare è stata un pretesto per liberarsi di un lavoratore impegnato sindacalmente, che ha sempre esercitato il diritto di critica nei confronti dell’azienda, quando non rispettava gli accordi sindacali. Insomma, un avvertimento per tutti coloro che in futuro non si adegueranno alle necessità aziendali”. Richiamo che però i lavoratori e la Cgil non accettano di subire. E così oggi, mercoledì 10 febbraio, hanno indetto tre ore di sciopero alla fine di ogni turno e organizzato al mattino un presidio davanti alla portineria.  

 

 

 

Iscritto da oltre 20 anni alla Cgil, a inizio gennaio Fabrizio ha ricevuto una lettera con cui gli si contestava l’uso non corretto della mascherina, perché abbassata e veniva sospeso. “II 3 febbraio sono stato licenziato ma la mascherina non c’entrava niente – racconta -. Mi trovavo almeno a sette metri di distanza da un altro lavoratore, quindi a distanza di sicurezza come prevede la norma, e l’avevo abbassata perché mi girava la testa. Quando movimenti dei carichi come faccio io, in mezzo al vapore e in un’aria intrisa di olio, devi poter prendere fiato ogni tanto: lo faccio io, lo facciamo tutti in fabbrica. Il fatto è che in tutti questi anni non sono stato zitto, e questo all’azienda non piace. Non piace l’atteggiamento non accondiscendente. Mi hanno tenuto sott’occhio e alla prima occasione...”.

La Flai Cgil nelle scorse settimane ha proclamato un primo sciopero perché tutti devono essere liberi di esprimere la propria opinione, senza avere la paura di incorrere in sanzioni. “I lavoratori hanno aderito in tanti, nonostante l’iniziativa della direzione di dissuaderli, chiamandoli in ufficio – prosegue Cattaneo -. Un atto gravissimo. Abbiamo infatti diffidato la Star dal proseguire con questi atteggiamenti, valutando la possibilità di denunciare l’azienda per attività antisindacale. Noi continueremo con la mobilitazione, anche nelle aule di tribunale, che auspichiamo ritorni unitaria, con Fai Cisl e Uila Uil, perché non si tratta di un problema individuale, ma della tutela della libertà e della dignità di tutti”.