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ArcelorMittal

«A Genova stanno distruggendo gli impianti»

Giovanna Cereseto
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Protesta a oltranza nel capoluogo ligure, dove il disimpegno della multinazionale può generare problemi seri anche per la sicurezza. La denuncia di Armando Palombo, Rsu Fiom Cgil: "Manca completamente la manutenzione, non è stato aggiornato nemmeno il piano di evacuazione. Il governo deve intervenire"

Secondo giorno di lotta all'ArcelorMittal di Genova. La protesta, iniziata con l'assemblea di ieri mattina (9 novembre) davanti ai cancelli dell'azienda, continua con il blocco dei varchi merci nell'area adiacente all'aeroporto. Testimonianze di solidarietà stanno arrivando da tutte le aziende genovesi: Fincantieri, Ansaldo Energia, Leonardo, ma anche da associazioni come l'Anpi. La rappresentanza sindacale della Fiom Cgil ha proclamato lo sciopero di due ore suddiviso a rotazione tra i reparti. Una mobilitazione che continuerà ancora nei prossimi giorni, quando è prevista la convocazione del Comitato di Vigilanza.

"Abbiamo scritto alla Prefettura di Genova affinché convochi il Comitato di vigilanza previsto dall'Accordo di programma del 2005 firmato dal governo, da diversi ministri, dall'Autorità portuale e da Regione e Comune – spiega Bruno Manganaro segretario generale Fiom Cgil Genova –. ArcelorMittal non investe un centesimo sugli impianti, nemmeno sulla sicurezza. Probabilmente le denunce dei rappresentanti per la sicurezza hanno toccato nervi scoperti, viste le mosse scomposte dell'azienda che nella giornata di venerdì ha inviato a tre dipendenti le lettere di licenziamento alle quali se ne potrebbe presto aggiungere una quarta, Noi – conclude – andiamo avanti perché purtroppo in ballo non si sono solo i licenziamenti, ma se ancora non si fosse capito, in discussione c'è il futuro della siderurgia a Genova e tutto quello che ciò significa per la città".

Intanto la Società di Mutuo Soccorso Guido Rossa ha espresso  solidarietà "ai lavoratori licenziati e alle loro famiglie duramente colpite dall’iniqua decisione di ArcelorMittal", e ha organizzato una sottoscrizione pubblica aperta alla città, al mondo delle associazioni, a tutti i soggetti che si sentono coinvolti da questa battaglia e vicini ai valori del mondo del lavoro e della solidarietà", chiedendo un aiuto per sostenere economicamente chi è stato colpito da questa decisione aziendale. Di seguito gli estremi per contribuire tramite bonifico con causale “Sostegno ai lavoratori licenziati”: IBAN  IT84P0200801432000105050434 - LAVORATORI ILVA GUIDO ROSSA