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Napoli

Whirlpool Napoli, l'azienda chiude, il governo «apre»

Ivana Marrone e Mattia Carpinelli
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Anche i ministri hanno ribadito la necessità di mantenere la produzione delle lavatrici a Napoli. Le reazioni del territorio partenopeo

Oggi era il giorno dell'incontro su Whirlpool. Un incontro iniziato male, ha sintetizzato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom, con l'annuncio della chiusura della sede di Napoli il 31 ottobre prossimo, e terminato meglio, di fronte alla volontà del governo di lavorare affinché la multinazionale americana rispetti gli accordi.  

“Abbiamo assistito ad un incontro positivo - ha detto il segretario generale della Fiom Cgil di Napoli, Rosario Rappa - in cui il governo, nelle varie articolazioni, presente anche il ministro per il Mezzogiorno, ha ribadito la necessità di mantenere la produzione delle lavatrici a Napoli. E al contempo, il sottosegretario, accogliendo anche una richiesta che avevamo fatto, ha ribadito la necessità di riaprire una interlocuzione con i vertici americani, non essendo i vertici locali in grado di poter modificare le posizioni”.

“Visto lo schieramento del governo e le posizioni dei ministeri - ha aggiunto Rappa - abbiamo chiesto che il prossimo incontro si faccia alla presidenza del consiglio, in cui tutti gli strumenti messi a disposizione servano a far modificare la posizione alla Whirlpool. Quindi,​ ​ dal mio punto di vista - ha concluso - è stato un incontro positivo che riposiziona la vertenza. Al contempo siamo in attesa degli ammortizzatori sociali. Sicuramente per il coronavirus sarà cassa integrazione fino a fine dicembre, stiamo aspettando il provvedimento sul blocco dei licenziamenti che, se arriva, farà saltare la data del 31 ottobre. Quindi abbiamo rimesso la vertenza su un impianto positivo”.

Di passo in avanti per quanto riguarda la posizione del governo, parla Raffaele Romano, della Rsu Fiom Cgil della Whirlpool di via Argine a margine dell’assemblea in fabbrica dopo il tavolo. "C’è stata la consapevolezza che ci sono tutti gli strumenti per attuare il Piano A e continuare nella produzione di lavatrici a Napoli”.