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Il caso

Ducati, due ruote di partecipazione

Carlo Ruggiero
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Reportage da Borgo Panigale, dove la condivisione delle scelte aziendali ha migliorato, e non di poco, la vita degli operai. Un esempio di come l'organizzazione del lavoro possa essere stabilita insieme per il bene di tutti. “Siamo anche riusciti ad anticipare il protocollo anti-covid”

Alla Ducati la vita degli operai è cambiata molto negli ultimi anni. L’ultimo contratto integrativo e diversi accordi aziendali hanno letteralmente trasformato il modo di lavorare e di vivere l’azienda. In meglio. Oggi a Borgo Panigale ci sono nuove norme sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, un’elevata flessibilità, lo smart working e il part time. Ma c’è anche un protocollo anti-covid che ha addirittura anticipato quello firmato a livello nazionale da governo e parti sociali.

Tutto questo è accaduto grazie a un sistema partecipativo di relazioni aziendali, che ha subito una forte accelerazione dopo l’acquisto da parte di Audi nel 2015 Da quel momento in poi, tra l’altro, l’occupazione nella ‘Rossa’ è aumentata di almeno un centinaio di unità.

“Questa sarebbe un'impresa che a causa della forte stagionalità nelle vendite delle moto potrebbe avere un alto livello conflittuale – spiega la Fiom Bolognese -. Invece grazie alla partecipazione di lavoratori e sindacati nelle scelte strategiche aziendali si riesce a governare l’instabilità dei flussi di lavoro. E a guadagnarci è l’occupazione”.