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La Vertenza

Appalti ferroviari: ancora un mese a tasche vuote

Davide Colella
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Il settore pronto a mobilitarsi se non ci sarà lo sblocco del pagamento degli ammortizzatori sociali

Sono oltre 10 mila gli addetti impegnati nei servizi di pulizia, ristorazione, assistenza e logistica del comparto ferroviario. Uomini e donne ancora in attesa di ricevere il pagamento di cassa integrazione ordinaria, in deroga e le integrazioni salariali previste dal governo per far fronte all'emergenza covid, per i quali è previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps.

Questa mattina si sono ritrovati a Roma, davanti alla Prefettura, per ottenere risposte e misure urgenti che sblocchino gli assegni. Insieme agli operatori, i sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil, con Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie. Ai microfoni di Collettiva, i lavoratori hanno evidenziato le criticità di un settore sempre più caratterizzato da gare al massimo ribasso, l' eccessiva frammentazione dei lotti e le numerose crisi aziendali precedenti all’emergenza sanitaria, per cui si registravano già ritardi nei pagamenti degli stipendi. Problemi che si aggiungono alla crisi di liquidità delle aziende che non anticipano il trattamento di integrazione salariale.

Al Governo chiedono che la cassa integrazione venga pagata immediatamente a chi non l’ha ancora ricevuta. "È gravissimo che ci siano famiglie che aspettano da marzo e non sanno come sopravvivere. In assenza di provvedimenti urgenti - affermano le sigle sindacali dei trasporti - sarà inevitabile la mobilitazione di tutto il settore”.