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«Serve giustizia, non servono i voucher»

Il sistema agricolo, tra caporalato e coronavirus
Foto: foto Cgil Puglia
Fabrizio Ricci
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Video intervista a Tina Balì, segretaria della Flai Cgil nazionale: "Ci voleva un'emergenza sanitaria senza precedenti per accorgersi dell'importanza dei lavoratori stagionali, ora vanno regolarizzati. Non si può usare la pandemia per ridurre i diritti"

Ci è voluta una crisi sanitaria senza precedenti per accorgersi in Italia di quelle centinaia di migliaia di lavoratori stranieri, spesso irregolari, che lavorano nei nostri campi in agricoltura. Ora, con le campagne di raccolta alle porte, le aziende sono preoccupate, perché la chiusura delle frontiere potrebbe far mancare quelle "braccia" che finora hanno garantito i raccolti. Ci sono però tanti migranti, nei ghetti e nelle tendopoli, che in Italia ci sono già, ma che restano invisibili e senza diritti. "Regolarizzarli è l'unica soluzione possibile per rientrare nella legalità - ci ha detto in questa video intervista Tina Balì, segretaria nazionale della Flai Cgil.