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Decreto imprese: ecco le misure principali

I lavoratori protestano, la sicurezza prima di tutto
Foto: Foto ilcapofficina (da Flickr)
Emanuele Di Nicola
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Nel testo del governo c'è l'accesso al credito e liquidità con lo Stato garante. Il tentativo di mantenere la continuità aziendale ed evitare fallimenti. Nuovi aiuti fiscali per il lavoro, anche autonomo, viene ampliato il fondo di sostegno alle pmi

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto imprese, prevedendo circa 400 miliardi di euro contro la crisi in corso. Tante sono le misure sul tavolo, con l'obiettivo di ridare ossigeno alle aziende italiane, duramente colpite dal fermo produttivo imposto dall'epidemia di Covid-19. Scorrendo il testo del provvedimento, ecco quali sono le novità più significative.

Accesso al credito e liquidità
Lo Stato farà da garante per i prestiti per un totale di circa 200 miliardi, concessi dalla società Sace Simest che fa parte del gruppo Cassa depositi e prestiti. Si tratta di garanzie a favore di banche che effettuano finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma. La garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell'importo finanziato, a seconda delle dimensioni di azienda, ed è subordinata ad alcune condizioni: i dividendi non potranno essere distribuiti per i dodici mesi successivi, il finanziamento dovrà sostenere attività localizzate in Italia. Nel dettaglio, le imprese con meno di 5.000 dipendenti e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell'importo del finanziamento richiesto, con una procedura semplificata per accedere alla garanzia. Per le aziende sopra i 5.000 lavoratori e un fatturato tra 1,5 e 5 miliardi la copertura scende all'80%, per poi arrivare al 70% per quelle con fatturato sopra i 5 miliardi.

Aiuti fiscali per lavoratori e imprese
Il testo interviene anche con "norme urgenti" per il rinvio di obblighi tributari per aziende e lavoratori, agendo su versamenti Iva, ritenuti e contributi per aprile e maggio. Queste tre voci sono sospese per i soggetti che hanno riportato un calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi e compensi sotto i 50 milioni. Versamenti sospesi per chi ha iniziato ad operare dal 1° aprile 2019. Per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza) la sospensione dell'Iva scatta automatica con il -33% di fatturato a prescindere dalla soglia (non valgono qui i 50 milioni). La ripresa dei versamenti è prevista a giugno con possibilità di rateizzazione in cinque rate.

La posticipazione delle scadenze
Per il lavoro autonomo la sospensione delle ritenute d'acconto su redditi, già prevista dal decreto "Cura Italia", viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. Risulta esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo, la scadenza per l'invio della Certificazione unica è prorogata dal 31 marzo al 30 aprile. Il credito d'imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all'acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali. Arriva il Pin semplificato dell'Inps per lo snellimento delle procedure.

Il Fondo di garanzia per le pmi
Il decreto potenzia ulteriormente il fondo, aumentando sia la dotazione finanziaria che la capacità di generare liquidità. Il fondo, nelle intenzioni dell'esecutivo, effettua così la sua trasformazione in uno strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, garanzia dell'export e del Made in Italy. Arriverà poi uno snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle risorse.

La continuità delle imprese
Nella fase di emergenza si prova a garantire la continuità delle aziende, soprattutto quelle in salute prima della crisi, attraverso una serie di misure. Tra queste decade la causa di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale. A ulteriore protezione delle società, verrà il permesso il coinvolgimento dei soci nell'aumento dei flussi finanziari, disattivando il meccanismo che li pone in secondo piano rispetto ai creditori. Sono previste nuove regole contro i fallimenti, con l'obiettivo di evitare l'apertura di procedure fallimentari fondate sull'insolvenza, almeno fino alla fine dell'emergenza. Viene "sterilizzato" il periodo di crisi nel calcolo delle azioni a tutela dei creditori, che dopo potranno proporre azioni revocatorie.

I settori di rilevanza strategica
Aumentano i poteri del governo nei confronti dei settori di rilevanza strategica: finanziario, creditizio e assicurativo, infrastrutture e tecnologie critiche, tra cui energia, trasporti, acqua e salute, sicurezza alimentare, accesso alle informazioni sensibili, eccetera. L'esecutivo può aprire il procedimento d'ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti. Viene estesa, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, il campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche per operazioni intra-europee, che richiederanno l'autorizzazione preventiva del governo: per esempio nel caso di acquisizione di assets che rientrano proprio nei settori strategici.

Udienze rinviate fino all'11 maggio
Il decreto prevede infine lo spostamento - dal 15 aprile all'11 maggio - del termine per il rinvio d'ufficio delle udienze, sia per i procedimenti civili che penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari. Sospeso anche il decorso dei termini per il compimento di qualunque atto per i procedimenti civili e penali: indagini preliminari, adozione di provvedimenti giudiziari, impugnazioni e così via.