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“L’ennesimo atto intimidatorio ai danni della Cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra ci allarme e preoccupa. Presidi di legalità, lavoro e impegno sociale come questo non possono essere lasciati soli”. Lo Spi Cgil Calabria, nell’esprimere la propria vicinanza e solidarietà alla Cooperativa chiede che “si fermi quella sequela di atti beceri e vigliacchi, che ha un solo significato: rimarcare la presenza della ‘ndrangheta sui terreni ad essa confiscati”.
Gullì, Spi Cgil Calabria: “Società civile e istituzioni dimostrino da che parte stare”
All’indomani dei roghi che hanno compromesso tre appezzamenti di terreno di Oppido Mamertina e distrutto il 70 per cento degli olivi secolari che vi dimoravano, il sindacato ribadisce la sua posizione. “È ora – afferma il segretario generale Carmelo Gullì – che la società civile e le istituzioni dimostrino da che parte stare, esprimendo a pieno la loro vicinanza a una realtà che, in un territorio complesso come quello della Piana di Gioia Tauro, ha portato nei luoghi dove prima operava la ‘ndrangheta occupazione per i soggetti più svantaggiati e fragili, occasioni di crescita per i giovani del posto e un riferimento di legalità e riscatto”.
Il sindacato pensionati è pronto a sostenere la cooperativa come già fatto in passato e a una mobilitazione che dia voce al territorio e alla comunità. Lo Spi sostiene con forza quanto già richiesto da Cgil e Libera in merito alle legge 109/96 sui beni confiscati. Una norma determinante ma che ha bisogno di essere aggiornata e sostenuta. Ecco perché chiede che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato alla gestione e alla cura dei beni confiscati e che vengano attivate tutele per proteggere le aziende sequestrate e i posti di lavoro.






















