È il primo protocollo in Italia nel suo genere. È stato firmato questa mattina, primo settembre, a Siena l’accordo per il rilancio del territorio, un risultato storico reso possibile dal grande lavoro di proposta e di tessitura di Cgil, Cisl e Uil. “La firma di oggi è un primo grande risultato che dimostra la capacità di questa comunità di voler fare sistema, lavorare con sinergie e alleanze, per contrastare una delle fasi più dure e complesse della storia della nostra provincia”, dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Siena Alice D’Ercole, Riccardo Pucci e Sandro Santinami. 

Nel territorio è crisi profonda, sociale ed economica: i dati

L’accordo nasce da un allarme sociale ed economico preciso: tra il 2023 e il 2025 decine di aziende hanno chiuso i battenti, ridotto i perimetri occupazionali, aperto procedure di crisi. Un arretramento che sta portando a una desertificazione produttiva con circa 1500 posti di lavoro persi, la cassa integrazione che registra incrementi del 322%, il 12% della popolazione della provincia che ha ridotto o annullato la propria condizione lavorativa, il 30% delle famiglie che ha diminuito il consumo di cibo. “Un processo – si legge nella nota – che potrebbe ulteriormente aggravarsi se venissero meno l’integrità di MPS, la sua territorialità e un modello di credito orientato allo sviluppo dei territori, al sostegno all’economia reale e al lavoro. Di fronte a questo scenario, come riconosciuto stamani da Regione Toscana e Provincia di Siena, sono state Cgil, Cisl e Uil a farsi promotrici, già lo scorso anno, di un lungo percorso partecipativo, presentando una piattaforma provinciale a tutte le istituzioni locali e regionali e alle associazioni di categoria. Una scelta di campo chiara: solo da un patto collettivo per lo sviluppo può passare il rilancio dell’attrattività e della crescita del territorio”.

“Per questo – continua la nota sindacale – è il primo in Italia: un modello che non sostituisce il grande lavoro dell’unità di crisi della Regione, ma lo innova perché prova ad anticipare i processi di crisi per governarli.  Parte da una mappatura e dall’analisi dei fabbisogni per rispondere sia alla mancanza di manodopera che alla sua qualificazione, premia le aziende che si inseriscono in percorsi qualificanti fondati sulla responsabilità sociale e penalizza chi fa leva sulla concorrenza sleale fondata sullo sfruttamento lavorativo e sul dumping contrattuale”.

Per questo obiettivo i sindacati ringraziano le istituzioni, la Regione Toscana, la Provincia di Siena per aver raccolto il loro appello e tutti i Comuni che aderiranno. “Un protocollo non è una soluzione di per sé ma, se praticato con continuità e convinzione, siamo certi possa rappresentare uno strumento straordinario per questa comunità, per governare i processi di crisi in atto e per costruire progettualità condivise per la tenuta sociale e occupazionale, per far tornare la provincia di Siena a essere una terra di eccellenze, attrattiva dal punto di vista produttivo, industriale, commerciale, turistico di lunga permanenza e di studio”, concludono i segretari generali.