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Davvero troppo brutto per essere vero. Se negli ultimi mesi sono spuntate come funghi, un po’ ovunque, in tante città d’Italia, le iniziative per la remigrazione – uno dei concetti e neologismi più odiosi di questi tempi – quella in programma a Roma il prossimo 13 giugno fa parecchio rumore. Come succede sempre quando si parla della Capitale e di un appuntamento che sta assumendo rapidamente la dimensione nazionale. Anche questo, come gli altri, avrebbe l’obiettivo di promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di immigrazione che, secondo gli organizzatori, avrebbe già raggiunto il numero di firme necessario per avviare un eventuale iter in Parlamento.
Il comitato promotore “Remigrazione e Riconquista”, cui aderisce il peggio del peggio dell’attuale quadro politico nazionale tra cui il clou dell’estrema destra (CasaPound, la rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads), ha scelto la data di sabato: il corteo partirà alle ore 15 da piazza della Libertà. Unica bandiera ammessa, il tricolore.
Di fronte a questa edizione 2.0 della marcia su Roma tristemente famosa cittadini e associazioni antifasciste sono scese da giorni in campo per chiedere al Comune e alla Prefettura di vietare la manifestazione. “Un raduno razzista e provocatorio, che Roma Città Medaglia d’Oro per la Resistenza non può accettare – scrive la Cgil capitolina –. A questa offesa, rispondiamo: riempiamo le strade di Roma antifascista”. La contromanifestazione è stata convocata quello stesso giorno, sabato 13 giugno, alle ore 15:00: appuntamento al Colosseo e arrivo del corteo in piazza Vittorio.
L’appello delle forze antifasciste tra cui la Cgil di Roma e del Lazio
La Cgil di Roma e del Lazio insieme all’Anpi, a Nonna Roma, all’Arci e a oltre trenta realtà associative antifasciste, ha firmato un appello al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e al prefetto, Lamberto Giannini, nel quale scritto al fine di “esprimere la nostra più netta contrarietà e preoccupazione in merito alla manifestazione annunciata per il 13 giugno a Roma sulla cosiddetta ‘remigrazione’, una proposta razzista e xenofoba, in aperto contrasto con i valori della Costituzione, con i principi fondamentali della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica”.
“Riteniamo estremamente grave – scrivono – che nella Capitale d’Italia possano trovare spazio soggetti che diffondono e promuovono il rimpatrio forzato delle persone straniere nei Paesi di provenienza, riproponendo nei fatti ideologie fondate sulla superiorità razziale, sull’esclusione e sull’odio, che richiamano le pagine più oscure e vergognose della storia italiana. Roma è una città multiculturale per storia e per tradizione, da sempre attraversata dall’intreccio di popoli, culture e differenze. È inoltre Città Medaglia d’Oro per la Resistenza. Proprio per questo, lo svolgimento di una manifestazione che intende richiamarsi a una nuova ‘marcia’ su Roma appare ancora più inaccettabile e provocatorio, perché colpisce direttamente l’identità democratica, antifascista e inclusiva della città”.
“Siamo convinti che le istituzioni abbiano il dovere di dare un segnale netto, a difesa della convivenza civile, della dignità delle persone e dei principi democratici su cui si fonda la nostra Repubblica. Per queste ragioni Vi chiediamo un autorevole intervento, nei rispettivi ambiti di competenza, affinché venga impedito lo svolgimento di questa manifestazione e di ogni altra iniziativa fondata sull’odio razziale, sulla discriminazione e sulla negazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione”.
























