“Il porto come bene comune, patrimonio collettivo che genera ricchezza, occupazione e sviluppo per il Paese e per i territori e per questo va difeso l’attuale modello di governance introdotto dalla legge 84/1994” è il messaggio al centro dell’iniziativa nazionale organizzato dalla Filt Cgil, insieme alla Filt Campania, a Napoli dal titolo “La Governance del Bene Comune”. Un tema strettamente riferito alla cosiddetta riforma del sistema portuale all’esame del Parlamento e che ha suscitato forti critiche, soprattutto sul versante sindacale, anche per la nuova governance centralizzata.

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Nel podcast Vita Convertino, segretaria della Filt Cgil Campania che ha organizzato l’evento, illustra i contenuti di questo terso appuntamento di “Avanti porto”.

Dopo di lei Stefano Malorgio, segretario generale della Filt Cgil nazionale, approfondisce l’argomento della riforma spiegando, come afferma anche in un comunicato, che “c’è sicuramente la necessità di aggiornare il sistema portuale per rispondere alle sfide che derivano dal cambiamento del mercato, della grande forza degli armatori, dei cambiamenti geopolitici".

Marco Merlini

Avverte però, come ribadito da tempo dal suo sindacato, che la riforma in approvazione suscitano perplessità  per “la forma societaria della Spa, la relazione sbilanciata con le Autorità di Sistema Portuale e le sue lacune. 

Interviene infine Mario Zanetti, presidente Confitarma (la Confederazione italiana degli armatori), il quale sottolinea l’importanza che tutti gli attori del sistema portuale lavorino insieme per una migliore forma di governance del sistema portuale. 

IMAGOECONOMICA
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MARIO ZANETTI (IMAGOECONOMICA)

Zanetti, come esponente della parte datoriale per i lavoratori dei porti, fa un quadro di quelle che sono le esigenze degli armatori e la loro visione, specificando le necessità di un sistema come quello portuale fondamentale per il nostro Paese.