Soffia forte il vento di estrema destra che annerisce il cielo. L’ultimo shock di un mondo che sembra tornato indietro di un secolo è stato quello di Belfast dove la rivolta contro gli immigrati è esplosa nella notte del 9 giugno come un vero e proprio pogrom. I manifestanti, guidati dalle organizzazioni neofasciste, sono arrivati a bruciare case nelle quali abitavano migranti. È l’ultima fotografia di un album spaventoso che da qualche anno, da Trump in giù, sta raccontando un mondo sempre più cattivo. 

Tra i neologismi di questa destraccia insopportabile uno dei peggiori e dei più in voga oggi, anche nella sua traduzione italiana, è remigrazione. Letteralmente, scrive l’Accademia della Crusca, ‘migrazione indietro’ ovvero ‘ritorno al luogo di origine in seguito a una precedente migrazione’. Ormai per tutti, però, il termine è stato rilanciato per indicare l’espulsione forzata, la deportazione di massa di persone con una storia di migrazione.

Del resto è proprio con queste parole che il nuovo campione dell’estrema destra parlamentare in Italia, il generale Roberto Vannacci, parla di immigrazione, conquistando consensi agli altri partiti nero-verdi, Fratelli d’Italia e la Lega: “I migranti vanno deportati, sono io la destra autentica”.

È in questo clima che sabato, 13 giugno, a Roma, alle 9 di mattina, in piazza della Libertà, il comitato remigrazione e riconquista che unisce diverse realtà della destra radicale ed extraparlamentare (tra cui CasaPound Italia, Rete dei Patrioti e Veneto Fronte Skinheads) ha convocato una manifestazione a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare in materia di immigrazione che porta lo stesso nome e ha già superato le 100 mila firme digitali necessarie per il deposito in Parlamento. 

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Ecco cosa stabilirebbe, in sintesi, questo testo se diventasse davvero legge: la riduzione radicale della presenza straniera in Italia attraverso due leve diverse. Da un lato l’incentivazione dei rimpatri volontari per gli immigrati regolari. Dall’altro, il drastico inasprimento delle espulsioni per quelli irregolari.

Alla manifestazione di Roma hanno reagito tutte le forze antifasciste chiedendo al sindaco e al prefetto di vietare il raduno e lanciando una contromanifestazione che partirà alle ore 15:00 dal Colosseo e arriverà a Piazza Vittorio. In prima fila la Cgil di Roma e del Lazio, il cui segretario generale, Natale Di Cola, intervistato ai microfoni di Collettiva ha detto: “La remigrazione fa male alle persone e fa male all’intera società. Pensare che la remigrazione possa essere la soluzione ai nostri problemi vuol dire non aver capito nulla dal punto di vista economico e sociale. La remigrazione è contro i giovani, soprattutto in una società che, come la nostra, è sempre più multiculturale. Come si può immaginare che una persona nata e cresciuta in Italia debba temere di essere strappata al Paese che sente come casa sua per essere deportata in un Paese dove non è mai stata? La remigrazione è una cosa contro cui si deve lottare e che non deve avere cittadinanza né nel nostro Paese né altrove”.