“Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un'iniziativa per la libertà di ricerca”: 76 università, 15mila persone tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini saranno coinvolte per due mesi in incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca: “Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un'iniziativa per la libertà di ricerca”.

Il progetto è stato presentato in Senato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, alla presenza dei genitori di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi, dell’avvocata Alessandra Ballerini, di Simone Manetti, Emanuele Cava e Matteo Billi, rispettivamente regista e autori del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”.

“La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa – ha ricordato Cattaneo –. Al contrario, Giulio continua a vivere e a “fare cose” attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.

Un’adesione da record 

Gli appuntamenti si succederanno e si sovrapporranno in tutta Italia, perché quasi l’80 per cento delle università ha aderito all’iniziativa, con lettere di accompagnamento dei rispettivi rettori che hanno dato il loro via libera. 

Ne citiamo solamente alcuni, nelle principali città italiane: all’Università statale di Milano l’appuntamento sarà il 13 aprile, a quella di Siena il 15 aprile, mentre il 17 aprile toccherà all’Università di Genova e il 27 alla Sapienza di Roma. Nel mese di maggio UniSalento ha organizzato l’evento per il 5 maggio, l’Università di Palermo il 20, il Politecnico di Torino il 21 maggio e L'Università di Trieste il 27, nel Friuli Venezia Giulia di Carlo.

Si tratta solamente di una manciata di Università italiane, accompagnate da atenei anche di città più piccole in tutte le regioni e in ogni occasione sarà proiettato documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, di Simone Manetti, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, che inoltre sostengono l’iniziativa nelle Università con la Fondazione Elena Cattaneo ETS.

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Oltre alla proiezione, ogni singolo ateneo sarà organizzata una giornata dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca, con ospiti e contributi di diversa origine e a partecipare saranno i giovani che, come ha detto la madre di Carlo Regeni, Paola Deffendi, si sentono "traditi dai nostri governi" che vendono navi da guerra all'Egitto, mentre in quel Paese "ogni giorno 3 o 4 persone fanno la fine di Giulio".