Giulio Regeni – Tutto il male del mondo è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016. A raccontare per la prima volta la vicenda sono i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, affiancati dalla testimonianza dell’avvocata Alessandra Ballerini, che li ha seguiti nella lunga battaglia legale culminata nel processo contro quattro agenti della National security egiziana, iniziato nel 2024 e atteso a sentenza nel 2026.
Per il regista Simone Manetti il film nasce da un’urgenza civile: “L’esigenza di realizzare un film sulla storia di Giulio Regeni nasce perché sentivamo che oltre un film era anche un atto di cittadinanza”. L’obiettivo è evitare che la storia venga dimenticata, ricostruendola come “una sorta di macchina del tempo che rimettesse in fila tutto quello che in questi dieci lunghi anni è accaduto”.
Il documentario intreccia il dolore privato con una dimensione collettiva e politica, senza cedere al sensazionalismo. “La storia di Giulio Regeni è la storia di un ragazzo e di una famiglia, ma riguarda tutti noi, la collettività e l’esigenza di verità e giustizia”, spiega Manetti.
Giulio Regeni – Tutto il male del mondo uscirà nelle sale il 2, 3 e 4 febbraio 2026, in prossimità del decimo anniversario dell’uccisione del ricercatore. Il film è prodotto da Ganesh con Fandango, di Simone Manetti, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, in collaborazione con Sky.






















