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Quel che non dovrebbe mai accadere, soprattutto alla vigilia di un referendum così importante, è successo il 19 marzo nella provincia di Parma, a Felino, per la precisione. Verso l’ora di pranzo, alcuni delegati sindacali della Cgil stavano volantinando per il No al quesito sulla riforma della giustizia, quando improvvisamente sono stati raggiunti da un pulmino della polizia municipale che, bloccando la strada, li ha fermati, ha chiesto loro i documenti, li ha identificati e gli ha chiesto di consegnare l’autorizzazione al volantinaggio.
Gli attivisti, presi alla sprovvista, hanno chiamato il loro funzionario sindacale di riferimento, poiché non avevano con sé alcuna autorizzazione. “Per volantinaggio a mano su suolo pubblico – scrive il Comitato “Società civile per il No al referendum sulla giustizia” di Parma – l’autorizzazione non è necessaria, così come sancito dall’articolo 49 del regolamento di polizia urbana dell’Unione Pedemontana Parmense. In compenso gli attivisti sono stati bloccati per almeno mezz’ora in attesa che arrivasse il comandante della polizia municipale”.
Il funzionario sindacale di zona ha poi interpellato il sindaco per chiedere spiegazioni e sbloccare la situazione. “Il primo cittadino – si legge nella nota del Comitato – avrebbe addotto motivi di decoro pubblico (per eventuali volantini che cadono per terra) e avrebbe dato indicazione di rivolgersi al comandante della polizia urbana Pedemontana. Riteniamo quanto accaduto grave, in quanto è stato di fatto bloccato un legittimo volantinaggio, intimidendo i partecipanti e impedendo di svolgere loro il diritto di informazione e propaganda relativa alla campagna referendaria in corso. Chiederemo spiegazione dell’accaduto alle autorità locali e ci riserviamo di presentare formale esposto”.






















