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La guerra costa agli europei 500 milioni al giorno di spese aggiuntive, solo per le importazioni di combustibili fossili. Parola della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, che ha quantificato in 27 miliardi l’impatto dei primi due mesi di guerra.
"Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni – ha detto Von der Leyen al parlamento -. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere eccessivamente dall'energia importata".
204 euro in più in due mesi
In Italia le ricadute per le famiglie sono evidenti. Più 204,31 euro in media da fine febbraio a oggi, 1.225,90 in dodici mesi. A fare i conti è l’osservatorio nazionale Federconsumatori che ha monitorato l’andamento dei consumi nei settori principali, carburanti, bollette di energia elettrica e gas, prodotti agroalimentari e per la cura della casa e della persona e trasporti, su dati Istat, Mimit e Arera, e ha rilevato gli aumenti che si sono verificati dallo scoppio del guerra di Usa e Israele all’Iran.
“L’ultima riunione della commissione di allerta rapida sui prezzi del ministero delle Imprese ha evidenziato le prime avvisaglie di una situazione che, se non adeguatamente fronteggiata, rischia di abbattersi sulle famiglie con gravi ricadute – avverte Federconsumatori in una nota -. Pesanti ripercussioni sui costi produttivi, su quelli di packaging e logistica, per non parlare dei fertilizzanti e dei carburanti agricoli. Elementi che si sono trasferiti sui prezzi al consumo solo in piccola parte, sugli alimentari e ancora di più sui prodotti per la cura della persona e della casa”.
Solo segni +
Per i carburanti, nonostante il taglio delle accise, 60 euro in più a famiglia in due mesi, che potrebbero diventare 360 all’anno. Bollette: facendo una media delle tariffe del mercato libero e del servizio di tutela, più 30,90 euro per il gas e più 19,60 per l’elettricità da febbraio: si potrebbe arrivare a 185,40 euro per il gas e 117,60 per l’elettricità nei 12 mesi.
Alimentari, più 4,9 per cento (52,21 euro a famiglia in due mesi, 313,30 nell’anno), prodotti per la persona e la casa, 5,8 per cento, ovvero 10,32 euro, 52,21 in 12 mesi, trasporti ossia voli, treni e traghetti, in aumento con più 31,28 euro in media a nucleo negli ultimi 2 mesi (187,66 euro in un anno), valori che cresceranno ulteriormente in vista della stagione estiva.
Mutui in salita
A questi conteggi si aggiungono quelli sui mutui del sito di comparazione Facile.it. “Le rate dei mutui variabili hanno ripreso a crescere, nonostante la banca centrale europea non sia ancora intervenuta sui tassi, ma gli esperti si aspettano il primo aumento a giugno – dsi legge in una nota -. L’aumento è di circa 5 euro nella rata di aprile e ulteriori 5 a maggio, calcolato su un finanziamento variabile standard sottoscritto negli ultimi anni (126 mila euro da restituire in 25 anni)”.
La ragione è l’indice Euribor, che è salito dallo scoppio del conflitto e potrebbe aumentare ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dagli attuali 620 euro ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre, per chiudere a circa 660 euro entro fine anno. “Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata mensile del mutuo variabile salirebbe quindi di quasi 40 euro” conclude Facile.it.
Le misure anti-rincari
Per arginare la perdita del potere di acquisto delle famiglie, Federconsumatori chiede interventi rapidi e incisivi. Un taglio più consistente delle accise sulla benzina, la rimodulazione anche temporanea delle aliquote Iva su un paniere di beni essenziali, l’introduzione di criteri per la determinazione del prezzo che realizzino il disaccoppiamento tra energia elettrica e gas.
E ancora. Un bonus energia più consistente ed esteso a una platea di famiglie più ampia, la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili, la riforma degli oneri di sistema sui beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale.
Secondo l’associazione, infine, è anche necessario aumentare monitoraggio, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti e tassare adeguatamente gli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo per finanziare misure di sostegno.






















