Crescono i redditi dei marchigiani ma l’inflazione spazza via ogni entusiasmo. Ammontano a 24,9 miliardi di euro i redditi dichiarati nel 2023 da 1,1 milioni di contribuenti marchigiani con un valore medio di 22.413 euro. Rispetto all’anno precedente, il reddito medio complessivo per contribuente aumenta di 1.067 euro, corrispondente a un incremento del 5%. “Tra il 2021 e il 2022 c’è stato un significativo incremento dei redditi, confermando la ripresa post Covid. Anche nelle Marche, tuttavia, questo risultato è stato di fatto neutralizzato da un’inflazione che nel 2022 si è attestata al 7,6%, con la conseguenza di una perdita del potere di acquisto per contribuenti e famiglie”, spiega Marco Amichetti, Ires Cgil Marche.

La fotografia territoriale, continua, “ci consegna grandi differenze territoriali, accentuate da fenomeni di spopolamento, invecchiamento e marginalizzazione. Tutti sintomi particolarmente visibili nelle aree interne della regione, luoghi da sempre più fragili e carenti di infrastrutture sociali ed economiche”.

Le tipologie di reddito maggiormente dichiarate, sia in termini di frequenza sia di ammontare, sono quelle relative al lavoro dipendente (51,4% del reddito complessivo e 55,9% del totale dei contribuenti) e alle pensioni (31,1% del reddito complessivo e 37,6% del totale dei contribuenti).

Questo è il quadro emerso dai dati resi noti dal ministero dell’Economia e delle Finanze, relativi alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche per l’anno d’imposta 2022, elaborati dall’Ires Cgil Marche.

L’indagine

I redditi dichiarati dai marchigiani sono inferiori sia alla media nazionale (23.633 euro) sia alla media delle regioni del Centro (24.403 euro). Nella graduatoria delle regioni italiane, le Marche si collocano all’11° posto dopo la Toscana. La Lombardia, con 27.876 euro, è la regione con il reddito più elevato, mentre quella in cui si registra il dato più basso è la Calabria, con 17.105 euro.

Delle province marchigiane, Ancona registra il reddito medio più elevato (l’unica sopra il livello nazionale), con 23.658 euro, seguita da Pesaro Urbino con 22.516 euro, Macerata con 22.078 euro, Ascoli Piceno con 21.303 euro. A Fermo si registra il valore più basso con 20.634 euro.

Il 37,9% dei contribuenti marchigiani dichiara un reddito inferiore a 15.000 euro mentre coloro che dichiarano redditi superiori a 120.000 euro rappresentano lo 0,8%. Nella fascia fino a 26.000 euro di reddito dichiarato, si colloca il 72,2% dei contribuenti marchigiani a cui corrisponde il 44% del reddito complessivamente dichiarato della regione.

Si rilevano forti disparità nella distribuzione della ricchezza complessiva: lo 0,8% (9.137 unità) dei contribuenti più ricchi (con redditi maggiori di 120 mila euro) dichiara una quantità di reddito superiore rispetto al 24,2% (269.161 unità) dei contribuenti più poveri ( con redditi inferiori a 10 mila euro).

Particolarmente interessante risulta il dato relativo alle diverse tipologie di reddito. In particolare, il reddito medio da lavoro dipendente ammonta a 20.614 euro, e anche in questo caso si attesta al di sotto della media nazionale (22.284 euro) e del Centro (22.541 euro). Rispetto all’anno precedente, la crescita a livello regionale è stata di 726 euro (+3,7%).

Il dato più elevato si registra nella provincia di Ancona (21.617 euro), quello più basso a Fermo (18.837 euro). Il reddito medio da lavoro autonomo ammonta a 61.508 euro, tipologia che fa registrare un significativo aumento rispetto all’anno precedente (+4.121 euro, +7,2%). Le spettanze dichiarate dagli imprenditori (in regime di contabilità semplificata) sono di 25.632 euro annui, mentre i redditi da partecipazione ammontano a 18.991 euro. Il reddito medio da pensione risulta essere di 18.527 euro e osserva un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente.Tra i Comuni, quello con il reddito medio complessivo più elevato è Numana, con 27.489 euro, mentre quello che registra il valore più basso è Monte Grimano Terme (15.023 euro). Per quanto riguarda i redditi delle aree interne e cioè Appennino basso pesarese e anconetano, Alto maceratese e Ascoli Piceno, registrano valori significativamente inferiori rispetto a quelli delle province di riferimento e, in particolare, a quelli medi regionali, sebbene rispetto a questi osservino una crescita maggiore.