La multinazionale belga, AB InBev, che distribuisce oltre due milioni di ettolitri di birra in Italia – con marchi come Corona, Leffe, Stella Artois – e ha un fatturato che si aggira intorno ai 450 milioni di euro annui, ha annunciato, con una comunicazione alle organizzazioni sindacali, la cessazione delle attività del sito reatino Birra Del Borgo. A darne notizia è la Flai Cgil Roma e Lazio in una nota.

Una crisi annunciata già dal 2022, quando la multinazionale ha avviato una ristrutturazione del brand che ha comportato una perdita di 13 milioni di euro –scrive la federazione della Cgil –. In quella fase sono stati chiusi due punti vendita a Roma ed eliminate le funzioni commerciali, HR e contabilità. Da allora Birra Del Borgo è stata ridotta a puro sito produttivo, con il prodotto ceduto alla casa madre a margini ridotti. Il breakeven operativo del nuovo modello richiedeva la produzione di 20.000 ettolitri annui – soglia ampiamente alla portata di uno stabilimento con capacità di 36.000 –, ma i piani commerciali definiti dal gruppo non hanno mai raggiunto i volumi necessari a coprirla”.

“Dal 2023 – ricostruisce la nota della Flai Cgil – gli obiettivi commerciali concordati non sono mai stati rispettati, AB InBev non ha investito nella promozione del prodotto, nei canali di vendita e nella rete distributiva, rinunciando di fatto a qualsiasi azione concreta di presidio del mercato. Nel 2023 Birra Del Borgo si aggiudica un finanziamento a fondo perduto di 200.000 euro tramite il bando ‘Agrisolare’ per la riduzione dei costi industriali e il miglioramento della sostenibilità del sito, ma AB InBev rifiuta il progetto, segnale emblematico del disinteresse della multinazionale verso lo stabilimento".

La crisi dello stabilimento reatino – prosegue la nota – non è determinata da una crisi congiunturale, di mercato, ma da scelte ben precise della multinazionale. Abbiamo immediatamente fatto una richiesta di incontro all’azienda ed è pronta, insieme ai lavoratori, a mettere in campo tutti gli strumenti necessari atti a scongiurare la chiusura dello stabilimento e i 27 licenziamenti, in un’area, quella della provincia di Rieti, già fortemente colpita dall’abbandono industriale, tra l’altro riconosciuto anche dalle istituzioni attraverso l’area di crisi complessa. Birra del Borgo è l’emblema di quanto il modello industriale lasciato nelle mani delle multinazionali, basato soltanto sulla rendita, sul profitto, sulla finanza, determina soltanto un impoverimento delle lavoratrici e dei lavoratori che quella ricchezza producono. Birra del Borgo –  conclude la Flai Cgil – ha rappresentato e rappresenta una eccellenza fatta di lavoro, professionalità e qualità che non vogliamo disperdere”.