Dietro la parola “remigrazione” il 13 giugno sfila il vecchio campionario fascista: odio lucidato, razzismo reimpacchettato e nostalgia nera. Ma la Capitale resiste perché vale molto più delle loro miserie. ASCOLTA IL SASSOLINO
La marc(h)etta su Roma
Dietro la parola “remigrazione” il 13 giugno sfila il vecchio campionario fascista: odio lucidato, razzismo reimpacchettato e nostalgia nera. Ma la Capitale resiste perché vale molto più delle loro miserie
12 giugno 2026 • 04:26





















