Attraverso un fondo sovrano, gli Emirati Arabi entrerebbero nel veicolo finanziario creato ad hoc per realizzare il piano casa italiano, e otterrebbero poteri di veto sulle decisioni strategiche È quanto evidenzia l’inchiesta giornalistica di Milena Gabanelli e Mario Gerevini che se confermato sarebbe gravissimo.

“Mentre la presidente del consiglio Meloni rivendica una presunta tutela dell'italianità, la gestione dell'emergenza abitativa nazionale si trasforma in un’operazione di svendita strategica in mano ai fondi immobiliari esteri – commentano Stefania Filetti, segretaria confederale Cgil e Stefano Chiappelli, il segretario generale del Sunia -. Questa operazione spacciata per 100 per cento privata, in realtà si regge sulla copertura finanziaria di istituzioni pubbliche italiane come Cassa depositi e prestiti, Poste (tramite Poste Vita) e Credito sportivo e culturale. I rischi e le risorse sono del contribuente italiano, i profitti e le leve di controllo vanno a fondi esteri”.

In questo modo quindi, il piano casa, che dovrebbe essere un intervento sociale per famiglie, lavoratori e studenti strozzati dal caro affitti e dal caro vita, verrebbe convertito in una piattaforma speculativa ritagliata sulle esigenze dei grandi gestori finanziari.

“Quello che serve invece è un vero piano casa pubblico e trasparente – aggiungono Filetti e Chappelli -. Il diritto all’abitare non si risolve regalando rendite finanziarie e consegnando le chiavi delle nostre città ai fondi esteri. Per questo chiediamo un'immediata risposta da parte della presidente del consiglio Meloni e del ministro delle Infrastrutture: occorre il blocco, qualora confermati, dei patti che concedono ingerenze estere sulle politiche abitative nazionali e un vero piano di edilizia residenziale pubblica e sociale interamente statale, per far fronte a un'emergenza abitativa che ormai è sotto gli occhi di tutti”.

“La battaglia per il diritto all'abitare ha ormai una dimensione europea - proseguono Cgil e Sunia –. Per questo esprimiamo il nostro pieno sostegno e confermiamo la nostra partecipazione alle iniziative locali che si terranno in occasione dello sciopero generale in Spagna del prossimo 11 novembre, indetto per difendere i servizi pubblici e la casa dalla speculazione finanziaria”.

“Allo stesso tempo – concludono – ribadiamo che il tema della casa e del diritto all'abitare sarà una delle rivendicazioni centrali dello sciopero generale del 20 novembre, un appuntamento decisivo per dire basta alle politiche di austerity, privatizzazione e svendita del patrimonio pubblico”.