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L’interesse di tre gruppi internazionali per lo stabilimento Pfizer di Catania apre uno spiraglio per il futuro industriale del sito e per i 330 lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo. Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, la priorità è ora ottenere una proroga dei tempi della procedura, così da consentire di approfondire le prospettive di reindustrializzazione e salvaguardare l’occupazione.
La novità è emersa il 20 ottobre, nel corso dell’incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso, dei rappresentanti di Pfizer e delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali. Secondo quanto comunicato dall’azienda, tre gruppi internazionali avrebbero manifestato interesse per il sito, aprendo la possibilità di un percorso di reindustrializzazione in ambito farmaceutico.
Il 22 ottobre il confronto sulla proroga
Il prossimo passaggio è fissato per il 22 ottobre al ministero del Lavoro, dove i sindacati chiedono di allungare i tempi della procedura di licenziamento collettivo. L’obiettivo è avere lo spazio necessario per verificare la consistenza dell’interesse manifestato dai potenziali investitori e costruire un percorso che possa garantire continuità produttiva e occupazionale.
“Abbiamo apprezzato le novità giunte al tavolo”, hanno dichiarato le segretarie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al termine dell’incontro. L’interesse dei tre gruppi, hanno spiegato, consente di avviare un percorso ministeriale per una possibile reindustrializzazione dello stabilimento. Per questo le organizzazioni sindacali auspicano che il confronto del 22 ottobre porti a una proroga della procedura, con tempi adeguati a valutare le prospettive industriali.
I dubbi sul futuro di Pfizer in Italia
Accanto alla possibile reindustrializzazione di Catania, resta però aperta la questione della presenza complessiva di Pfizer in Italia. Nell’incontro, l’azienda non ha chiarito le proprie intenzioni sul futuro nel Paese. Intanto, in altri siti del gruppo, nell’area commerciale, nella ricerca e nell’informazione scientifica, sono state avviate ulteriori procedure di licenziamento, con conseguenze occupazionali e sociali.
Per Valentino Vargas della Filctem Cgil nazionale, il quadro evidenzia il rischio di un progressivo ridimensionamento della multinazionale nel territorio italiano. “È un progressivo abbandono del nostro Paese quello a cui stiamo assistendo”, ha affermato.
Da qui la richiesta di un confronto più ampio sul piano industriale e sugli investimenti, che vada oltre la singola vertenza siciliana. “Riteniamo necessario un confronto, in merito al piano industriale e agli investimenti, che possa chiarire se di fronte abbiamo un disimpegno o se è invece presente la volontà di un rilancio industriale di Pfizer in Italia”, ha concluso Vargas.
La proroga della procedura rappresenta dunque il passaggio immediato per verificare se l’interesse dei tre gruppi possa tradursi in un progetto concreto per lo stabilimento di Catania. Per i sindacati, la prospettiva di una reindustrializzazione deve accompagnarsi alla salvaguardia dei 330 posti di lavoro e a risposte chiare sulle strategie industriali della multinazionale nel Paese.























