Due aggressioni in poche ore. A Vicenza un controllore di Svt, Società Vicentina trasporti, è stato accerchiato e scaraventato a terra. A Reggio Emilia una lavoratrice della biglietteria di Trenitalia è stata spinta e strattonata, tanto da dover ricorrere alle cure dell’ospedale.

Due episodi diversi, accomunati dalla violenza contro persone impegnate nello svolgimento del proprio lavoro. Per i sindacati non bastano la solidarietà alle vittime e la condanna degli aggressori: servono misure di prevenzione, maggiori tutele e un confronto con le aziende e le istituzioni per affrontare le criticità che espongono lavoratrici e lavoratori a rischi sempre più difficili da gestire.

Vicenza, un controllore aggredito mentre svolge il proprio lavoro

La Filt Cgil di Vicenza denuncia la gravità dell’aggressione subita dal dipendente di Svt, colpito dopo essere intervenuto per far rispettare le regole del trasporto pubblico e richiamare l’attenzione sull’uso corretto dei dispositivi di emergenza presenti a bordo di un autobus.

“Non è una ragazzata o una bravata. È violenza contro un lavoratore, è infortunio sul posto di lavoro”, sottolinea Giovanna Mannuzzato, segretaria generale della Filt Cgil di Vicenza, esprimendo solidarietà e vicinanza al dipendente.

Il sindacato richiama anche le condizioni in cui vengono svolti i controlli sui mezzi pubblici. Da tempo, spiega Mannuzzato, viene denunciato il problema di organizzare le verifiche con appena due addetti su autobus che, nelle ore di punta, possono trasportare 130, 140 o persino 150 persone. In queste circostanze, gestire le irregolarità, prevenire le fughe e affrontare eventuali comportamenti aggressivi diventa particolarmente difficile.

La carenza di personale non può tradursi in una maggiore esposizione al rischio per chi lavora. Per questo la Filt Cgil chiede assunzioni, investimenti e una riorganizzazione del servizio che garantisca condizioni di sicurezza adeguate. Altrettanto urgente è la tutela del lavoratore aggredito: il sindacato sollecita l’assistenza legale da parte dell’azienda e l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi, affinché siano previste misure specifiche di prevenzione della violenza.

La richiesta è di aprire un confronto con Svt, le istituzioni locali e il mondo della scuola, oltre a individuare i responsabili dell’aggressione e adottare i provvedimenti previsti.

Reggio Emilia, lavoratrice della biglietteria in ospedale

Nella mattinata del 20 ottobre, intorno alle 11, una lavoratrice della direzione Customer Operations di Trenitalia è stata aggredita nella stazione di Reggio Emilia Storica. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, una persona l’avrebbe avvicinata iniziando a molestarla con offese, spinte e strattonamenti. La lavoratrice ha dovuto essere accompagnata in ospedale.

L’intervento tempestivo di alcuni viaggiatori e colleghi ha evitato conseguenze peggiori. Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie condannano l’accaduto e chiedono che la sicurezza del personale ferroviario e dell’utenza torni a essere una priorità.

I sindacati segnalano che la vicenda si inserisce in un quadro di criticità già denunciato da tempo nelle stazioni e nelle aree ferroviarie dell’Emilia-Romagna. Per affrontare la situazione chiedono la convocazione urgente di un incontro con il prefetto di Reggio Emilia, coinvolgendo istituzioni, forze dell’ordine e società interessate, per individuare interventi concreti e strutturali.

Le organizzazioni sindacali sollecitano inoltre la riattivazione del tavolo permanente sulla sicurezza ferroviaria in Prefettura a Bologna, istituito dopo l’uccisione del capotreno Alessandro Ambrosio, accoltellato il 5 gennaio 2026.

La sicurezza non può essere lasciata ai singoli lavoratori

Dai controlli sugli autobus alle biglietterie ferroviarie, i due episodi mostrano quanto sia necessario affrontare la violenza nei luoghi di lavoro del trasporto con strumenti adeguati. Le richieste sindacali riguardano la prevenzione, l’organizzazione del servizio, la tutela delle persone aggredite e il coinvolgimento delle istituzioni.

Il principio richiamato dalla Filt Cgil di Vicenza vale anche per le stazioni ferroviarie: non si può chiedere a chi lavora di compensare con il proprio sacrificio le carenze di personale e di sicurezza. La solidarietà alle vittime è indispensabile, ma deve essere accompagnata da interventi verificabili, responsabilità definite e misure capaci di ridurre il rischio che episodi simili si ripetano.