Sciopero permanente a oltranza per i 120 dipendenti della Barco di Saronno (Varese), multinazionale belga specializzata in tecnologie per il settore medicale e monitor ad altissima definizione per le sale operatorie, che venerdì 16 ottobre ha annunciato il trasferimento in Cina di oltre il 50 per cento delle attività produttive.

La storica azienda (fu fondata nel 1923 con il nome di Fimi) ha dunque confermato l’intenzione già comunicata a fine settembre. La decisione ha fatto subito scattare la mobilitazione indetta fa Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil Varese: venerdì 16 si è tenuto uno sciopero con presidio e corteo, da lunedì 19 lo stop prosegue a oltranza per mezz’ora al giorno (dalle 11 alle 11,30 per il primo turno; dalle 18 alle 18,30 per il secondo turno), con blocco degli straordinari, flessibilità lavorative, reperibilità e trasferte.

Una parte consistente dell’attività, dunque, sarà spostata nell’impianto cinese di Suzhou. Ancora da definire le lavorazioni che saranno delocalizzate e i conseguenti esuberi. Secondo le prime stime, la produzione dovrebbe scendere da 50 mila a 20 mila pezzi all’anno, mentre a uscire dovrebbe essere il 40 per cento degli operai e il 30 per cento degli impiegati. E già 25 lavoratori interinali hanno visto il mancato rinnovo dei contratti.