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Sciopero regionale negli appalti Brt in Emilia-Romagna. Questa mattina, mercoledì 21 ottobre, driver e facchini hanno incrociato le braccia nelle province di Bologna, Parma, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia e Modena, con un’adesione che la Filt Cgil regionale definisce molto alta. Al centro della mobilitazione, la richiesta di uguali diritti e condizioni di lavoro per tutti e di una contrattazione integrativa capace di superare le differenze tra i dipendenti delle diverse aziende appaltatrici.
La protesta arriva dopo lo stato di agitazione proclamato il 13 ottobre, rimasto senza risposte da parte delle aziende coinvolte. Per il sindacato, non è accettabile che lavoratori impegnati nelle stesse attività, all’interno della medesima filiera, siano sottoposti a condizioni differenti in base all’impresa per cui lavorano.
Un contratto integrativo per tutta la filiera
Quello del 21 ottobre è il primo sciopero che coinvolge su scala regionale gli autisti degli appalti Brt, sottolinea la Filt Cgil Emilia-Romagna. Una mobilitazione che ha riunito lavoratrici e lavoratori di diverse province attorno a obiettivi comuni: maggiori tutele, condizioni più eque e un accordo sindacale in grado di garantire un trattamento più uniforme.
Il nodo è quello delle disuguaglianze all’interno del sistema degli appalti. Chi svolge le stesse mansioni, denuncia il sindacato, non può avere diritti e condizioni di lavoro diversi soltanto perché assunto da un’impresa appaltatrice anziché da un’altra. Per la Filt Cgil, il sistema degli appalti non deve trasformarsi in uno strumento di divisione tra lavoratori della stessa filiera.
La richiesta alle aziende è quindi di aprire un confronto concreto, finalizzato a un accordo integrativo che garantisca condizioni di lavoro più eque e dignitose per tutti i driver. In assenza di risposte, la mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane.























