"Proclamare il lutto cittadino a Taranto è un atto dovuto". Così Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil Puglia, intervenendo sull'omicidio di Bakari Sako, il 35enne maliano ucciso il 9 maggio scorso nella città vecchia del capoluogo ionico, e contestando le dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Per il sindacalista negare l'esistenza di un "clima d'odio" significa rimuovere responsabilità politiche e sociali. "La morte di Bakari Sako non è un episodio isolato né un fatto di cronaca circoscritto - sottolinea la Flai Cgil - ma il punto estremo di un clima alimentato da scelte politiche, parole irresponsabili e narrazioni tossiche".

Ligorio denuncia un linguaggio pubblico sempre più divisivo nei confronti dei migranti. "Quando si legittima l'idea che alcune vite valgano meno, il passo verso la violenza si accorcia", afferma. Il dirigente sindacale ricorda anche le condizioni dei lavoratori migranti nei campi pugliesi, tra sfruttamento e invisibilità.

Proclamare il lutto cittadino è "un gesto non solo simbolico - insiste - ma necessario per riconoscere la gravità dell'accaduto". La Flai Cgil Puglia annuncia infine la prosecuzione delle mobilitazioni "nelle piazze e nei luoghi di lavoro" per chiedere verità e giustizia. "Perché - conclude Ligorio - nessuno deve più morire così. Giustizia per Bakari Sako"