L’Europa si sta riscaldando più velocemente del resto del Pianeta, a una velocità doppia rispetto alla media della Terra. Si riduce la copertura nevosa e glaciale, le temperature dell’aria sono pericolosamente elevate, siccità, ondate di calore, e poi temperature oceaniche record che colpiscono le regioni dall'Artico al Mediterraneo.

Il recente rapporto dell'Ecmwf (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) e dell'Omm (Organizzazione mondiale della meteorologia), European State of the Climate, elaborato da circa 100 collaboratori scientifici, è il bollettino di un continente che si sta trasformando in un forno.

Più 0,56 °C ogni decennio

Bastano pochi dati per delineare gli elementi del cambiamento climatico. Negli ultimi 30 anni l’Europa ha registrato un aumento di circa 0,56 °C ogni decennio, mentre quello medio globale è stato di 0,27 °C. Il 95 per cento del territorio ha registrato temperature superiori alla media, l’86 per cento dei mari è stato colpito da ondate di calore, il 70 per cento dei fiumi ha avuto portate inferiori alla norma e oltre un milione di ettari di bosco sono stati distrutti da incendi, la superficie più estesa mai registrata.

Meno neve

“Temperature superiori alla media e precipitazioni inferiori alla media hanno portato a una significativa perdita di copertura nevosa e glaciale” si legge nel report. Nel marzo 2025 l’area coperta da neve in Europa era di circa 1,32 milioni di chilometri quadrati (31 per cento) al di sotto della media, equivalente a un’area vasta come Francia, Italia, Germania, Svizzera e Austria. Siamo arrivati quindi alla terza estensione nevosa più bassa dall’inizio delle registrazioni nel 1983.

Il collasso dei ghiacciai

Ma anche i ghiacciai hanno subito un arretramento massiccio: l'Islanda ha registrato la seconda maggiore perdita, la calotta di ghiaccio della Groenlandia ha perso 139 miliardi di tonnellate, circa 1,5 volte il volume immagazzinato in tutti i ghiacciai delle Alpi europee.

Che cosa provoca questo fenomeno? Contribuisce all'innalzamento del livello globale dei mari: ogni centimetro di aumento espone 6 milioni di persone al rischio di inondazioni costiere. La fusione dei ghiacci continentali, inoltre, accelera il riscaldamento perché libera superfici scure in grado di assorbire la luce solare anziché rifletterla.

Tutti indicatori in rosso, quindi, anche se una buona notizia c’è nel report: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà dell’elettricità europea, il 46,4 per cento per la precisione, con l’energia solare che ha raggiunto un nuovo record di contributo pari al 12,5 per cento.

Biodiversità a rischio

Sul fronte della perdita di biodiversità negli ecosistemi marini e terrestri, invece, questo fenomeno sembra inarrestabile e il riscaldamento globale rappresenta una delle principali cause. La natura è sottoposta a uno stress crescente a causa della contrazione e dello spostamento degli habitat, della perturbazione dei modelli stagionali dovuta all’aumento delle temperature e dei cambiamenti nelle precipitazioni.

“L'Unione europea si è impegnata a raggiungere obiettivi giuridicamente vincolanti per ripristinare gli ecosistemi su larga scala – spiega il report -, compreso almeno il 20 per cento delle aree terrestri e marine entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che ne hanno bisogno entro il 2050. Questo lavoro è sostenuto anche dal Green Deal europeo e dalla legge sul clima dell'Ue, che integrano la protezione della biodiversità in strategie climatiche più ampie”.

Terzo aprile più caldo di sempre

Le cattive notizie non si fermano qui. Il mese appena trascorso, aprile 2026, è stato il terzo più caldo a livello globale mai registrato e ha segnato la seconda temperatura superficiale del mare più alta per il mese negli oceani extrapolari. I dati vengono dal programma Copernicus, implementato sempre dall'Ecmwf, che evidenziano un segnale persistente di riscaldamento globale accompagnato da eventi estremi e anomalie diffuse.

La temperatura media dell'aria superficiale è stata di 14,89 °C, ovvero 0,52 °C al di sopra della media di aprile del trentennio 1991-2020. L'aprile più caldo? È stato quello del 2024, il secondo quello del 2025.