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Il 18 maggio ricorre la giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia che ricorda la cancellazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Oms, avvenuta solo nel 1990. Laura Ghiglione, segretaria confederale della Cgil alla vigilia di questa importante ricorrenza sottolinea come la giornata “si celebra quest’anno in una situazione che si fa via via più preoccupante: le conquiste che negli ultimi trent’anni ci siamo abituati a considerare irreversibili sono sotto attacco da parte di tutte le destre estreme, integraliste e religiose”.
Ghiglione osserva come “la comunità Lgbt, insieme a donne, migranti, rom e altre categorie discriminate, sono diventate obiettivi precisi di propaganda d’odio e strumenti per la creazione del consenso nelle aree più retrive dell’elettorato di riferimento”.
La dirigente sindacale sottolinea che “è impossibile in questi giorni non rivolgere il pensiero al Senegal e alla recente legge di criminalizzazione delle persone Lgbt+ che ha dato il via ad autentiche persecuzioni e a intrusioni violente nella vita e nelle relazioni delle persone”.
Passa poi allo scenario nazionale: “L’attacco contro la comunità è a 360 gradi anche da parte del governo di estrema destra nel nostro paese, che nell’ultimo report dell’Ilga continua a perdere posizioni relativamente alla tutela dei diritti”.
“Dobbiamo registrare – sottolinea Ghiglione – una particolare virulenza nei confronti delle persone trans e non binarie e delle famiglie omogenitoriali e delle loro figlie e figli: due componenti della comunità che più di altre sono in grado di rompere il paradigma della cosiddetta e presunta famiglia tradizionale e naturale nel nome della laicità e dell’autodeterminazione, punti fermi del ragionamento della Cgil fin dalla riflessione di Bruno Trentin, di cui quest’anno celebriamo i 100 anni dalla nascita”.
“La Cgil – conclude la segretaria confederale – continua a perseguire politiche di creazione di posti di lavoro sicuri e accoglienti attraverso l’azione quotidiana e la contrattazione collettiva senza dimenticare la necessità di farsi promotrice nella società di leggi più avanzate e di politiche di autentica uguaglianza tra le persone, a prescindere dalle caratteristiche personali di cui ognuna di loro è portatrice”.






















