“La Cgil è con la Sea Watch, con il suo comandante Carola Rackete e con i 42 migranti a bordo che stremati e bisognosi di assistenza, dopo quattordici giorni di navigazione, cercano in Italia, a Lampedusa, un porto sicuro”. È quanto si legge in una nota della Confederazione.
 
“Siamo con loro perché - prosegue la nota - è insopportabile questo braccio di ferro che sacrifica vite alle logiche elettorali, politiche, economiche e finanziarie. Siamo con loro perché il divieto di assicurare la salvezza è frutto di una legge sbagliata, disumana e senza scrupoli. Riteniamo che l’obbligo di salvare vite debba valere sempre e comunque per tutti”. “Per questo crediamo - conclude la Cgil - che non sia il momento di restare in silenzio, anzi di agire per una resistenza attiva contro una deriva razzista alla quale non vogliamo abbandonarci”.