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Il Comitato Remigrazione e Riconquista, animato tra le altre sigle da Casapound (organizzazione apertamente neofascista) e Veneto Fronte Skinhead (organizzazione neonazista) ha ribadito anche a mezzo stampa che sabato 18 aprile sarà comunque a Chiavari per svolgere una sua iniziativa su uno spazio pubblico.
Lo rendono noto in un comunicato Anpi, Cgil, partiti e associazioni locali che inviano un appello al sindaco di Chiavari affinché revochi l’autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico rilasciata dagli uffici comunali il 9 aprile scorso.
L’autorizzazione è stata rilasciata “senza che fosse stata verificata la condizione posta dalla deliberazione del Consiglio comunale di Chiavari del 2018, cioè il riconoscimento e il pieno rispetto dei valori costituzionali e
dell'antifascismo da parte delle organizzazioni richiedenti”.
Solo il 15 aprile, dopo le prese di posizione di Anpi e Cgil Tigullio, il Comune ha richiesto al Comitato la firma di una dichiarazione di adesione a quei principi. Il Comitato ha risposto con un comunicato in cui di fatto ne disconosce il valore, rivendicando di avere titolo sulla base dell'autorizzazione già ottenuta e annunciando che il presidio quindi si terrà comunque.
"La situazione è assai grave – proseguono –. Un'organizzazione di ispirazione neofascista ha ricevuto un'autorizzazione che non avrebbe mai dovuto ottenere senza il preventivo rispetto delle condizioni poste dal Consiglio comunale di Chiavari.
Ora che quella mancanza è emersa e ora che il Comitato non riconosce valore a quel documento di adesione ai principi costituzionali e antifascisti, pensiamo che non esista margine di ambiguità: l'autorizzazione va immediatamente revocata".
Il sindaco Messuti ha dichiarato che l'antifascismo è per Chiavari un valore imprescindibile: “Siamo d'accordo. Ma i valori imprescindibili richiedono atti coerenti, non solo dichiarazioni. La delibera del 2018, approvata all'unanimità dall'intero Consiglio comunale, esiste proprio per situazioni come questa ed è uno strumento di garanzia democratica che l'amministrazione ha il dovere di applicare e far rispettare”.
Viene quindi chiesto al sindaco di “revocare senza indugio l'autorizzazione al presidio del Comitato remigrazione e Riconquista di
domani.
Farlo è un atto di coerenza istituzionale. È il rispetto e la tutela
della storia democratica di Chiavari, città che della Resistenza e della
lotta partigiana porta il segno profondo. È, a una settimana esatta
dalle celebrazioni del 25 aprile, il minimo che ci si possa aspettare
dalle istituzioni”.
Anpi, Cgil, associazioni e partiti sottolineano che si tratta di “una questione di identità civile e istituzionale e di rispetto dei valori democratici: noi, da parte nostra, non resteremo in silenzio.
Sabato 18 aprile, dalle ore 15 alle ore 18, saremo in piazza Matteotti per un presidio civico e democratico, a difesa dei valori dell'antifascismo e della Costituzione e per raccogliere firme per chiedere lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste. Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini che condividono questi valori a essere presenti”.






















